Civitavecchia, 02 marzo 2008

E cosi dopo sei mesi trascorsi su trecento metri d’acciaio sul mare,
son tornato a casa…
Gli ultimi giorni sono trascorsi col rito delle valige, di tutta la roba che non c’entra,
del perché essersi portati appresso tutto quella roba mai indossata …
E poi i saluti, mica si riescono a salutare tutte e 1000 persone c’è sempre qualcuno che ti scappa … e come oggi ti chiama per farti un rimprovero.

Ma cmq prima di scendere ogni volta, si organizza un qualcosa per ricordarsi dell’evento, si parte in 5-6 persone nella mia cabina, si beve qualcosina … e poi ancora qualcosina … e poi … insomma senza tirarla per le lunghe, ci siamo “allungati” noi altri !

Cambiando discorso, vorrei parlarvi del magazzino che mi ha visto + o – impegnato per 6 mesi.
Relegato nel ponte 2, quindi in un area riservata solamente all’equipaggio
detta “crew area”, dove si trovano tra l’altro il print shop, la crew gim, internet crew,
conference & training room, photo lab etc etc…
Immaginate quanta gente possa passare durante la giornata, sia per lavoro che per altro, la mia frustrazione era di essere in una posizione con la vista ostruita dal muro.

workstation-orchestra

Ship Workstation

Dovevo escogitare qualcosa, mica potevo sentire tutto il giorno il passo di tacchi a spillo, vociare femminile etc …
senza poter “scrutare” cosa ci fosse oltre la porta.
Preso per assunto che le telecamere violino la privacy,
ho avuto poi un lampo di genio.
Utilizzare uno specchio stile incrocio pericoloso:
tu vedi ma ti vede anche l’altro/a dalla parte opposta.

mirror-orchestra

Nel cerchio rosso lo “specchietto retrovisore

Cavolo, mai scelta fu più azzeccata, tutti al primo sguardo si fermavano interessati, potevo scorgere prima i raid dei miei superiori ( heheheh scherzo !),
la pratica del Alt+tab ha poi fatto il resto .. 🙂
In questo modo almeno sono stato protagonista della scena del ponte 2 Concludo qui il mio ultimo post da bordo, lasciandovi alla rubrica dell’ Oblot!
oblot-malaga
Malaga, 29 febbraio 2008