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BALI EXPERIENCE – VIDEO REPORT

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Sabaudia, 27 aprile 2013

Tornato a casa da qualche giorno è il tempo di postare qualche video del viaggio appena concluso a Bali & Isole Gili.
Non avendo voglia di essere prolisso in descrizioni bucoliche in un post infinito, penso sia più interessante postare dei video.

Buona Visione!

BALI HIGHWAY FROM DENPANSAR TO UBUD

UBUD – ROYAL PALACE HIGHLIGHT

DISCOVERY GUNUNG KAWI – BALI

GILI ISLANDS – FAST BOAT FROM BALI

WALKING AROUND GILI TRAWANGAN

GILI TRAWANGAN – BEACH & SURF BREAK

GILI ISLANDS – SNORKELING TIME

Gili Trawangan Traditional Fighting

Stay Tuned!

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NOTES FOR TRIP

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Civitavecchia, 28 agosto 2009

Le idee sono ancora abbastanza confuse, ma la voglia di mettersi di nuovo in viaggio è già tanta.

Pare una contraddizione per chi è sempre in movimento, anche ora che stò scrivendo comodamente seduto nella mia cabina quando aldilà del mio Oblot vedo le coste italiane che lentamente scorrono, toscana credo.

E dunque, se ancora è lontana la stesura di una bozza d’itinerario, cerco di iniziare a pensare agli oggetti che di sicuro non mancheranno nel viaggio.

In ordine sparso; il mio iPod con nuove canzoni e gli immancabili classici, gli occhiali da sole e il cappello preso a Bangkok per una manciata di Bath, il netbook che tante soddisfazioni già mi ha dato, le infradito che già danno indicazioni sul tipo di viaggio.

Ed immancabile un block notes per gli appunti, dei libri ovviamente di viaggio, una nuova macchina fotografia reflex, anche se sono un imbranato con le foto, per catturare i luoghi e i momenti con maggior dettaglio.

Un viaggio il prossimo, che vorrei far ruotare attorno ad un concetto:

Per viaggiare non bisogna correre dietro al tempo.

Cercare di muoversi in una maniera da vivere intensamente più momenti possibili del viaggio.                                                                                                                                                      Usando dei mezzi che rendano il viaggio più vivo.

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San Blas – Panama ‘05

Il bus innanzitutto, dopo la fantastica esperienza in Australia dello scorso anno, un ottimo modo per conoscere altri backpackers e gente del posto; osservare i paesaggi che scorrono attorno e scoprire che nel viaggio a volte non è la destinazione che conta, ma il viaggio in se.

Il treno che non ti aspetta quando fai ritardo, ma che di certo non soffre del traffico, se poi fa lui ritardo, magari crea delle piacevoli situazioni inattese, invece di aver fretta di finire da qualche parte.

La Barca a Vela, per vivere il mare in maniera diversa da quella di tutti i giorni, un ritmo dettato dal vento, non sempre regolare ma per questo vivo.

Trovando imbarco con qualcuno che è in cerca d’equipaggio, loro  ti danno un posto sulla barca e te di tuo partecipi alle spese e aiuti con il lavoro di bordo.

S’impara a veleggiare e a vivere il mare in una maniera diversa, senza i ritmi di tutti i giorni.

Ancora è il momento delle fantasie, ma che se uno ci crede domani non sono impossibili da realizzarsi.

Stay Tuned!

cowboy

THAILAND EXPERIENCE

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Bangkok, 19 febbraio 2009

Alla fine la vacanza è stata intensa e la voglia e il tempo di stare davanti al pc per scrivere un nuovo post non c’è stata (mi sono goduto la vacanza insomma …).

In un post chilometrico cercherò di raccogliere le parti salienti, buona lettura!

La seconda giornata a Bangkok è iniziata con la visita nei dintorni di Siam Square dei grandi centri commerciali.

Il MBK uno dei più conosciuti è veramente immenso, al suo interno negozi veri e propri si alternano ad una miriade di gazebo e bancarelle.

La merce varia di qualità e prezzi soppratutto se si parla di merce contraffatta.
Il vestiario è il principe di questo mercato, migliaia di persone cercano di attirare l’attenzione del turista presso il proprio banchetto.
Anche se in misura inferiore delle bancarelle per la strada anche qui si può contratttare il prezzo.

Stupore, ma non troppo alla vista oggi nella seconda tornata a Bangkok prima del ritorno in Europa, di un iPhone nano ovviamente “Fake” a circa 70€ .

Dopo una rapida visione dei menu e constatato al tatto le fattezze, rapida conclusione della “fregatura” assoluta …

Oltre al MBK, altre decine di centri affollano la zona, da citare sicuramente il “Siam Paragon”.

Di tutt’altro aspetto rispetto al primo, l’architettura moderna e la cura nei dettagli lo rendono moderno e funzionale.
Al suo interno oltre i classici negozi e l’immancabile Food Court trovano spazio i maggiori marchi delle griffe internazionali, ed ovviamente anche il Made in Italy.
Al livello più basso la presenza di un acquario, che pare abbastanza interessante.
All’ esterno simpatiche fontane d’acqua con flusso sincronizzato.

A mio avviso molto meglio il Siam rispetto al primo, ma se siete interessati alle t-shirt a 100 baht sapete dove trovarle….

La sera è il momento di scoprire un pò la movida locale, destinazione Soi Cowboy meta “vivace” della vita notturna locale.

cowboy

Soy Cowboy – Bangkok ’09

Il tempo di bere qualche birra e poi il ritorno in albergo per la partenza desitnazione Phuket.

Dopo aver constatato la pochezza degli shop nell’aria dei voli nazionali, fortunosamente grazie al mio palmare trovo una connessione wi-fi free.
L’attesa del volo quindi passa tra le pagine web e la “malattia” di FB.

Finalmente giunto a meta, vengo raggiunto da un afa è inspopportabile.
Ttra la selva di cartelli per il trasfer alla guest house noto che il mio nome è associato ad una altra GH
(ndr Nome di battesimo).

Sai quanti italiani ci saranno con il mio nome che arrivano a Phuket ….

Errore,
dopo aver preso un altro taxi giunto alla meta, scopro che il tipo era li per me.
Ma non mi era stato notificato il cambio di hotel per le prime due notti causa “overbooking” …

Se “LK” dove poi ho soggiornato le ultime cinque notti, in relazione al prezzo 900 baht per notte non sia affatto male, Il Peter Pan degli stessi soci è veramente bello, il giardino con piscina è le stanze spaziose e luminose danno il punto a vantaggio rispetto al LK.

Conosco Stefano uno dei soci, che con molta pazienza e precisione mi dà le prime info su come “sopravvivere” in quel di Patong Beach.

Afffittato l’indispensabile scooter per una settimana è comprata la sim thai alla cifra “folle” di 100 baht,  parto alla scoperta dei dintorni.

Patong è un cantiere aperto, ad ogni angolo si vedono operai a lavoro, le strade non tutte propriamente in buone condizioni.
Due le vie principali, quella del lungomare e la parallela interna, il loro essere a senso unico rende la ricerca di un parcheggio per il motorino durante la sera una lotta impari.

La spiaggia affollata di lettini, non è il massimo.
L’acqua dal continuo se pur non eccessivo movimento ondoso non è cristallina.

L’intera zona urbana è cresciuta disordinatamente e palazzi moderni si alternano a più modeste costruzioni.

La “bangla” cuore della vita notturna dell’intera isola ne è l’esempio lampante.

Su un lato della via principale si susseguono le varie “Soi” con decine di baretti dai nomi più improbabili.
La “vivacità” delle ragazze dei bar è proverbiale e il drink presso uno dei tanti non si nega mai.

La colonna sonora un misto di canzoni rock, pop;
vedere ballare la lap dance sulle note di “Zombie” risulta alquanto discutibile ….

Ma lo stile festaiolo di Patong è la buona compagnia rendono l’ambiente frizzante al punto giusto.

L’Hollywood, discoteca gestita da nostrani italiani è la regina della Bangla, forse anche dovuto al fatto di essere ad accesso gratutito, cmq sempre gremita.

In un posto con il contorno descritto pocanzi suona alquanto bizzara la richiesta di indossare le scarpe per l’accesso al privè, un eccesso che stona nell’ambiente circostante.
La vera Hollywood dovrebbero capire i tipi è veramente altrove ….

Le giornate si alternano alla visita alla varie spiagge: Kata, Karon, Kamala e la ben nascosta Paradise Beach.

Sicuramente la prima attira maggiornamente il mio consenso, ordinata e con le catene dei migliori alberghi lascia tutto il caos alla sempre sovraffollata Patong.

La sabbia fine dal colore chiaro e l’acqua cristallina, la spiaggia ampia ma non affollata e la quiete danno il tocco in più.
Da consigliare.

Le sere in Bangla tra amici italiani conosciuti sul posto sono quasi sempre precedute dalle cene da Eddy bolognese trapiantato da parecchi anni qui.

La cucina misto Ita_Thai di “Sawadee” è veramente buona e sopratutto a prezzi contenuti.

E poi mangiare una carbonara e dei tortelloni cosi in Thailandia è veramente impagabile !

Finalmente arriva il momento della visita alle Phi Phi Island.

La svegia è di buon mattino preso il trasfer per molo che sembrra tratto da una scena dè Apocalipse Now.

La nostra guida ci spiega il tragitto e le varie tappe, una colazione veloce e si parte a bordo di un potente motoscafo verso il paradiso thailandese.

Maya Bay dove sono state girate alcune scene di “The Beach”, “Monkey Island” con delle simpatiche scimmiette, poi lo snorkeling comunque non impressionante rispetto a quello della barriera corallina australiana …

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Maya Bay – Phi Phi Islands ’09

Sosta a Phi Phi Don località principale delle isole per il pranzo, osservando la bellezza del posto fà orrore il pensare al disastro provocato pochi anni fà dallo Tsunami, ma allo stesso tempo stupisce la sua rinascita come daltronde quella delle località di Phuket dopo il disastro in breve tempo.

Stupenda l’isoletta di “Khai Nok”, grande quanto basta per contentere sulla lingua di sabbia quache straio e due baretti che dispensano bevande ghiacciate in una giornata veramente afosa.

Il tempo è tiranno e dopo una giornata meravigliosa è il tempo di tornare indietro.

Piacevolmente trascorre il proseguo del soggiorno sull’isola con la voglia magari di visitarla di nuovo per scoprire i molti posti ancora inesplorati.

E’ difficile lasciare Phuket pensando al ritorno a breve in Italia, la voglia di rimanere ai tropici è molta.

Ma dopo più di un mese fuori dal vecchio continente si avvicina il momento del ritorno al lavoro.

Tornato ieri mestamente nel caos di Bangkok tra lo smog e il “disordine organizzato” arrivo al hotel.
Molto più centrale dell’altro ma forse di qualità più latitante…

Affaticato dal viaggio, zainetto in spalla cerco un posto per mangiare qualche cosa al volo, la vista di un insegna di un ristorantino italiano m’illumina…. peccato che il tipo abbia lasciato baracca e burattini in mano ad esotici Egiziani.

Procedo verso Nana Nue, e la vista dei molti baracchini che dispensano le cibarie più diverse a bordo strada fà impressione.

Ci vogliono gli anticorpi di ferro per mangiare quella roba intrisa di smog e spezie.
E non voglio immaginare che altro per deliziarsi il palato con cavallette e scarafaggi vari in bella mostra…

A malincuore il fast-food rimane l’unica opzione di un certo livello, con 150 baht il menu è servito.

Riprese un pò di forse avvisto i locali della vita notturna, in un corte di tre piani decine di baretti dispensano bevande e non solo per i molti turisti avventori.

La cornice di odori e colori è forte, il gusto e sopratutto il buongusto non hanno propriamente casa qui.
Meglio andarsi a “spegnere” per recuperare energie per il volo di stanotte.

Tentato lo shopping con esito negativo al MBK, è il momento di iniziare a preparare gli zaini, le prossime ore di viaggio saranno lunghe e noiose.

Il suolo italico verrà di nuovo toccato domani per un breve soggiorno si spera, per partire di nuovo per le vie del mare ….

Stay Tuned!

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BANGKOK SKY

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Bangkok, 10 febbraio 2009

Non ancora assopiti gli effetti dell’ultimo party a Bondi Beach di sabato sera,
un pò come un arrivederci.
Il tutto è finito con un piatto di pasta DOC e discorsi sui massimi sistemi a casa di Niccolò.

Neanche il tempo di tornare al Wake Up che era già ora di rimettersi zaino in spalla per partire di nuovo;
destinazione Thailandia.

La fortuna è dalla mia parte, sul volo ci sono molti posti liberi, mi distendo come se fosse un letto su una fila di quattro posti, riesco a farmi cosi degnamente svariate ore di sonno.

L’arrivo a Bangkok all’una di notte è una storia tutta da raccontare.

Ritirato lo zaino e cambiati gli ultimi dollari australiani in una cospiqua “mazzetta” di Baht Thailandesi, mi dirigo verso la zona dei taxi.

Su vari forum e su consiglio di Lucio, cartina alla mano e idee chiare ne prendo uno.

Il tipo ovviamente non parla ingliese, anche il tentativo di comunicare a gesti non porta a grandi risultati.

Dopo pochi minuti arrivo in una zona praticamente di campagna, il nulla attorno.

Presa una vietta con qualche baracca, ecco l’Hotel.

Ma qualcosa non và, dalle foto viste sul web ho l’impressione che abbia sbagliato posto.
Infatti, la tipa alla reception capisce che sono uno dei molti che cade nella trappola dello stesso nome,
mi porge una brochure di quello “originale” e chiama il taxi per raggiungerlo.

Ne arriva uno molto più malandato degl’altri non c’è l’aria condizionata, cosa fondamentale anche nel cuore della notte ai tropici.
Il tassinaro anche lui ovviamente non parla l’inglese ma ciò che è peggio che anche allungandogli la mappa con l’indicazione della posizione dell’Hotel fatica a capire.

Dopo più di un ora a girare a vuoto su Sukhumvit Rd. e svariate inversioni di marcia.
Cerco di fargli capire che andando in direzione dell’aereporto si incontrano le traverse con numero dispari e nel lato opposto le altre.

Perdo la pazienza, ma alla fine riesco ad arrivare alla meta.

L’albergo è in periferia, Bangkok è una megalopoli da dieci milioni di abitanti sviluppata quasi completamente su abitazioni di due-tre piani.
CI sono zone con grattaceli e palazzi commerciali, ma perlopiù la città è “spalmata” su un territorio vastissimo da costruzioni dal dubbio gusto architettonico e dalle precarie condizioni di manodopera.

La camera è ok, il servizio anche per circa 25 € a notte la scelta non è stata del tutto sbagliata a parte la distanza dal centro.

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“Nice View” – Convienient Park Hotel Bangkok ’09

La giornata di ieri parte di buon ora, preso un taxi in direzione centro inizio a scoprire la città di giorno.

Il traffico è caotico, lo smog è davvero impressionante, ai semafori principali un grande timer segnala il tempo di attesa per il verde …

Ai lati delle strade si alternano costruzioni fatiscenti e malandate con palazzi commerciali di nuova costruzione.

I bus che servono la città sono di vario tipo, quelli con l’aria condizionata sono sempre quasi vuoti.
I thai scelgono di prendere i più economici che ne sono sprovvisti.

I “tuc tuc” zigzagano per la strada,  ognuno è diverso dall’altro la personalizzazione dai  gusti un pò naif ha contagiato tutti i tipi che li guidano quasi sempre con una mascherina per lo smog.

Arrivati presso la zona dei templi è il Grande Bhudda, conosco due ragazzi uno Francese e uno Svizzero anche loro reduci dal WHV in Australia.

Partiamo insieme alla scoperta di complesso veramente impressionante, l’architettura le geometrie degli edifici danno stupore al visitatore.

Ci fanno indossare dei pantaloni gli “short” non sono permessi, ma le inseparabili infradito quelle hanno il lascia passare.

La visita è piacevole, la vista del grande Bhudda lascia di stucco.
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Bhudda – Bangkok ’09

Ripreso il cammino alla ricerca di un posto dove mangiare un boccone finiamo per una zona non turistica.

E’ il mercato dei fiori, colori intensissimi si alternano sui migliaia di botteghe, il puzzo pesante quasi annulla le loro fragranze.

Il cielo è privo di nuvole ma con una pesante patina che copre la vista del sole.

Siamo gli unici “ospiti” stranieri almeno in quel momento, con difficoltà troviamo la via d’uscita.

Lungo il percorso incontriamo altre zone con commercio specifico, quello dei gioielli, quelli degli articoli militari e delle Coppe e persino un dedalo di vicoletti con il mercato delle attrezzature audio.

Raggiunta finalmente una parte ricca di shop che vendono mercanzia contraffatta, ci sediamo in bar per mangiare una cosa.

E’ festa nazionale, vietata la somministrazione di alcolici, il tipo ci porta le birre in un odioso bicchiere tipo Mac.

Conosciamo tre ragazzi tedeschi, uno scopro con stupore che vive e studia in Indonesia Marketing, strano ma vero …

Intanto per la serata devo dare il forfet ai miei piani.
Causa la festività i locali notturni sono chiusi, quindi mestamente rinvio tutto alla giornata di oggi.

A presto con il continuo del viaggio nel regno del Siam !

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SUNDAY AT MANLY

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Sydney, 02 febbraio 2009

Tra una partita degli Australia Open e fiumi di Sangria è iniziato il weekend, Nadal che la spunta sul connazionale Verdasco vissuta allo spanish bar diventa una fiesta latina in pieno stile.
Il sabato quindi và di ripiego, Serena Williams che vince a man basse il trofeo non da il tempo di assaporarsi una birra al non lontano Coogee Bay Hotel pieno di Ozzy con la solita gola secca del weekend che non viene mai saziata.

Al ritorno verso casa decido di farmi il walk coast che arriva sino a pochi metri dalla casa di South Coogee dove mi trovo, nonostante la sera le varie luci dislocate nel percorso e la luna piena aiutano il cammino.

E’ una piacevole sorpresa, anche se molto più breve della camminata Bondi – Coogee fatta la scorso anno è ricca di scorci veramente belli, e di ville che si affacciano direttamente sul mare da far invidia.

La giornata di ieri è il momento per la visita a Manly Beach, lo scorso anno saltata colpevolmente.
Devo dire che il viaggio col traghetto di circa 40 minuti non ha pesato anzi, la navigazione sulla baia è sempre piacevole e la vista di centinaia di barche a vela e dei diportisti della domenica hanno piacevolemente accompagnato il percorso.

Arrivato a destinazione, subito la sensazione di essere in un posto diverso dalle varie spiagge della costa Sud.
Tutto risulta ordinato e con un certo stile, gli altri fusti degli alberi che accompagnano la spiaggia gli danno un tono particolare, passeggiando sino alla spiaggetta infondo al golfo si gode la vista dell’intera zona.
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Manly Beach – Sydney ’09

I surfisti presenti in gran numero sfidano onde più cattive di quelle di Bondi, il vento trascina una piacevole brezza di mare.

Devo dire che dopo averle viste un pò tutte le spiagge di Sydney questa si piazza in ottima posizione, ma dietro a Maroubra che per similitutini con quelle nostrana di Sabaudia prende la prima posizione.

Al ritorno a Circular Quay la vista della Celebrity Millennium, mi fa venir un attacco di “malattia del ferro”
finalmente vedo una nave da crociera in quella cornice fantastica, tra l’Harbour Bridge e l’Opera House.

Magari la compagnia per cui lavoro organizzasse crociere qui giù …

Ed intanto prosegue anche l’impegno che mi porta via gran parte della giornata, ma devo dire piacevole per l’ottimo ambiente di lavoro motlo easy, ma allo stesso tempo professionale il giusto.

Diversamente da quanto mi trovo nel mio lavoro a bordo o quando ai tempi lavoravo a casa, non sento la necessità e la voglia di staccare per fare altro.
Mancano le distrazioni, non essere nel proprio ambiente consuetudinario le quasi cancella completamente.

Buono quindi, altresi finalmente sono riuscito a testare in prima persona una giornata ordinaria in Australia, con tutti quello che ne concerne.

La sveglia presto per non far tardi, il mangiar in una delle decine dei food court del centro scegliendo di giorno in giorno cosa mangiare tra le piu disparate cucine e specialità un pò di tutto il mondo.
Tornare quindi a casa al calar del sole in piena estate, sapendo però di aver fatto qualcosa di utile.

Ottima esperienza quindi anche se limitata nel tempo utile quanto basta per rendersi conto di tante cose, invece magari di star a sentire troppe voci che si sentono in giro senza un reale fondamento.

Intanto decisioni importanti sulle prossime tappe del viaggio sono state prese, la thailandia si fà sempre più vicina.

In attesa di capirci anch’io qualcosa di più sull’organizzazione vi rimando ai prossimi post.

Stay Tuned!

ivy

NEWS FROM SYDNEY

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Sydney, 26 gennaio 2009

Sono passati i primi giorni di ricerca infruttuosa sul web per un lavoro qualificato adatto alle mie “skills”.

Oggi qui è festa nazionale: “Australian Day” un pò com’è per noi il 2 giugno, e ovviamente la scusa è buona per gli ozzy per fare bbq e bere, anche se nota dolente ora che sono quasi le 11 del mattino il tempo a Sydney vede un cielo completamente coperto.
Nel pomeriggio penso di fare un giro in centro per vedere i festeggiamenti.

Comunque nel frattempo qualcosa si è mosso, a dire il vero già dall’Italia sapevo che probabilmente avrei avuto un lavoretto part time da fare per le mie amiche Francesca e Margaret una volta giunto qui.
Si tratta di aggiornare un database con dei nuovi prezzi, e dato che non sono nuovo con questo tipo di lavori ho accettato l’invito, impegno che comunque dovrebbe essere relativamente breve.

Questo mi permetterà di mantenermi impegnato durante il soggiorno a Sydney e di avere un “incoming” per ammortizzare un pò le spese.
Altrimenti penso che preso dalla noia, avendo già alle spalle l’esperienza dello scorso anno sarei già partito per visitare qualche altro luogo in OZ.

Quindi di certo non posso lamentarmi della situazione, nella speranza che magari si muova qualcosa per un lavoro ad HOC …

Intanto anche la vita notturna con come guida il buon Max continua alla grande, il sabato sera qui ci si muove in bus o altrimenti in taxi, girare con le auto non è una cosa consigliabile, anche per i molti e severi controlli della polizia.

Dopo una puntata allo Zeta bar, locale alla moda ini George Street con terrazza all’aperto con vista su “Queen Victoria Building”, siamo passati all’ ‘IVY IL locale più gettonato del momento dell’intera Australia.

Non si tratta di una semplice discoteca, il locale conta su più livelli svariati bar e ristoranti, per accedere ad alcune aree bisogna passare diversi “controlli”, altre hanno bisogno di apposite tessere difficili se non quasi impossibili da ottenere.

Premettetendo che non sono un tipo alla moda e che alla musica disco, ambient quello che sia preferisco il rock, il posto vale la pena di visitarlo.

Grazie al buon Max, riesco ad accedere in tutte le aree del locale, sino a raggiungere la terrazza, li si trova una piscina con tanto di palme, le cameriere indossano come divise solamente un bikini e l’ambente e decisamente diverso da quello dei piani inferiori.
ivy

Ivy – Sydney

Sembra quasi di essere nei gironi danteschi, qui in questo locale non hanno veramente lasciato nulla al caso, ma appunto mi chiedo se per divertirsi bisogna veramente andare in questi locali o basta essere in buona compagnia e poco più?

Ieri, sfruttando il w-end lungo ho fatto tappa al non lontano “Coogee Bay Hotel”, dopo la camminata appariva quasi scontato dissetarsi con una buona birra.
Il locale però era pieno all’inverosimile nonostante i molti “ambilenti”, solo dietro ripetute richieste ai security riesco a raggiungere dopo una lunga fila la mia tanto agoniata birra gelata.
Qui c’è un tipo che chitarra alla mano intona del buon rock, le tipe sono tutte su di giri ….

That’s Australia !

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