Il Viaggiatore Nostrano
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LOGOMACO TURN BACK ON THE SEA !
6 ago
Sabaudia, 06 Agosto 2010
Un estate in continua apnea,
poche ore ancora è sara tempo di una nuova avventura fra le onde del mare.
Alle prese con una valigia che si spera si riesca a chiudere, cavi, cavettini, alimentatori, hard disk, iPod che ti fanno perdere la pazienza.
Tutt’altra MUSICA rispetto al backpacker style, lo zaino si prepara in un momento e oltre
al Netbook & iPod non si và …
Un viaggiare leggeri è sopratutto con prospettive diverse, chissà quando riuscirò a “switch-are”
in modalità backpack again.
Ma ora non c’è molto tempo, bisogna decifrare il giusto incastro per la valigia, quella maglietta
la metto qui, le scarpe in quel angolino.
Ahhhh ! Non posso di certo dimenticare la bandiera Australiana & i posters per la cabina B-)
Insomma siamo alle solite, come ad ogni ripartenza una nuova sfida contro il male oscuro:
il trolley !
Luca & Logomaco onboard – Barcellona May ’10
Ma bando a queste quisquilie, bisogna caricarsi a dovere per la nuova avventura che mi aspetta.
Un lavoro nuovo di zecca e tutto da scoprire, un bel salto di responsabilità che spero con molto impegno e con nuovi stimoli affrontarlo al meglio.
Sara tosta, ma tirarsi indietro NON era un opzione possibile, una sfida nuova è proprio quello che ci vuole, la staticità, la consuetudine possono attendere.
Per una volta proverò a raggiungere la nave in quel di Venezia in treno, cercando di evitare gli imbottigliamenti in autostrada per il lungo ponte d’Agosto, dando un pò più tranquillità al viaggio (si spera), e poi iPod, netbook e gli appunti da ripassare faranno il resto.
Quindi appuntamento ai prossimi giorni per i primi aggiornamenti tra il mar adriatico & egeo.
Le vacanze (almeno per ora) sono proprio finite!
Stay tuned!
CREW LIFE – ONLY OBLOT
25 apr
Genova, 25 aprile 2010
Quando l’ispirazione e diciamola tutta la voglia di scrivere qualcosa manca, meglio lasciar perdere ed aspettare che naturalmente ritorni …
Marlon Brando – The Godfather
E mentre Marlon Brando mi continua a fissare con aria poco rassicurante dal poster nella mia cabina, lascio spazio a qualche scatto per la rubrica:
“E guardo il mondo da un Oblot”
Isola di Montecristo – Marseille, April ’10
Tail Ship – Tirrenean Sea, April ’10
Sunshine – Naples, April ’10
Per i prossimi aggiornamenti …
Stay Tuned!
CREW LIFE – TOUCH & GO
28 mar
Genova, 28 marzo 2010
Poco più di due ore, e ben quattro di viaggio.
Non è il massimo certo per per sentirsi veramente a casa.
Mondi che viaggiano a velocità diverse in universi paralleli.
La vita per mare e tutto il mondo che vi è attorno, vicini ma lontani.
La distanza da coprire non era molta, poco più di centocinquanta chilometri dal porto sino a casa e viceversa.
Una commissione da fare, con tutti gli imprevisti del caso, ma questa è un altra storia meglio lasciar perdere …
Il pranzo veloce in famiglia e qualche amico salutato e già sulla via del ritorno per cercare di evitare traffico e code.
E infine di nuovo a bordo.
Un pò come quando si viaggia e si arriva in un nuovo posto occorre del tempo ad ambientarsi, il ritorno a casa ha bisogno di suoi tempi per essere assimilato.
Già, quando si gira zaino in spalla dove è possibile si evita di prendere un aereo o un treno super veloce.
Meglio un bus, magari come quelli presi per costeggiare la East Cost Australiana nel 2008.
Bus – Buenos Aires ‘10
Un autostrada che parte a tre corsie da Sydney per poi trasformarsi praticamente in una strada di campagna nel Queensland.
Decine di incontri interessanti, discorsi, progetti da raccontarsi, la buona musica nell’iPod e sopratutto il panorama infinito che scorre fuori dal finestrino, lento, quasi a lasciarsi catturare completamente.
Ovvio che non si può sempre ”viaggiare a velocità ridotta” ma se uno ha la possibiltà di scegliere c’è poco da esitare.
Santa Teresa – Rio De Janeiro ‘10
In poche ore si vive in una “realtà virtuale” quasi intontiti in attesa di essere risucchiati nel vortice marino.
Tutt’altra cosa d’una visita a bordo, ci si saluta, si mangia una cosa insieme cercando (telefono di bordo permettendo) di divagare dal quotidiano .
Meglio limitare le “contaminazioni”, e vivere le emozioni a pieno una volta messi i piedi a terra per più di pochi giri d’orologio.
Se si vuole avere il sedere sempre in giro per il mondo questa è uno tassa minima da pagare, chissà quanti vorrebbero farlo ma non possono …
Altro che lamentarsi !
Questo è Logomaco’s World (TM) Il viaggiatore nostrano
Eheheheh
Stay Tuned!
CAMBIO DI ROTTA
8 feb
Sabaudia, 07 febbraio 2010
E arrivato il momento di solcare nuovamente il mare.
Come in ciclo continuo si cambia rotta, dalle calde mete sudamericane al mar mediterraneo
e all’oceano atlantico.
L’altra faccia del mio viaggiare, sull’acqua dove il mio punto di vistà è un oblot sul mare.
San Blas – Panama ’05
Iniziano di nuovo le avventure di: “Logomaco il navigatore nostrano”
Stay Tuned!
CREW LIFE – SEVEN MORE
6 nov
Civitavecchia, 06 novembre ’09
In bilico, sospesi tra i flutti del mare e la terra ferma.
Quando si è ad un palmo di naso da mettere i piedi in terra, le sensazioni si mescolano come se si fosse in un limbo instabile.
Mentre in passato mi venivano in mette mille cose da fare una volta sceso dalla nave, ora è diverso meglio lasciar scorrere il tempo.
E poi in questa stagione a casa non è che ci siano molte cose da fare, a parte pianificare, progettare un nuovo viaggio.
Diventa un po’ come un lavoro, la ricerca delle informazioni, i forum di viaggio, i pareri delle persone, gli itinerari.
Sempre però non andando nella direzione di una preparazione maniacale, perfetta, anzi.
Sapere dove si vuole partire, delineare i contorni ma poi, lasciare al tempo e agli eventi il proseguo.
Puntare il dito su un punto del mappamondo e da li iniziare a fantasticare.
E perbacco mi sa tanto che è arrivato il momento del Sud America.
Ma detto questo c’è ancora molto tempo davanti, tirare i remi in barca e cercare di portare a casa un’altra esperienza di un imbarco, sei mesi vissuti tra la Francia e il mediterraneo, nuovi volti, conoscenze e anche qualche nuovo amico.

Saint Nazaire - France ‘09
Per poi riprendere dove ci si è fermati sei mesi prima, la famiglia, gli amici e trovare la giusta carica per una nuova avventura.
Stay Tuned!
CREW LIFE – AMBITIONS
26 set
Genova, 26 settembre 2009
C’è chi si trova per mare per una scelta di vita, chi per cambiare “aria” e dare un taglio col passato, chi per provare qualcosa di nuovo e chi, non in ultimo per questioni puramente economiche.
Andando per ordine e dando un occhiata hai posts precedenti di questo blog sono da sottolineare le molteplici opportunità di lavoro a bordo, e con esse va da se lo stile di vita che poi si può mantenere.
Tante volte tra le citate possibilità è un mix di esse ad essere il vero motivo, in altre ne spicca una più delle altre.
Come in tutti gli ambienti c’è chi ambisce a far carriera, chi si cimenta con i più disparati mezzi per mettersi in buona luce, ma anche chi rimane estraneo a tante logiche che poi cosi logiche alla fine non sono.
Per aumentare le variabili si deve aggiungere anche la motivazione che deriva da un mix di situazioni è gioca anch’essa un ruolo importante in questo, come in qualsiasi altra situzione di lavoro.
Per me in questo momento (ma anche abbastanza prima), la cosa ha toni un po’ diversi e trasversali tra le ipotesi citate.
Il buon guadagno raggiunto con il tempo e la possibilità di avere pause ampie tra un contratto e un altro; mi permettono di impiegare il molto tempo libero che si addensa tutto insieme in viaggi di diversi mesi che difficilmente si potrebbero fare con altri impieghi.

Driving Taxi – Cristobal, Panama ‘06
Una passione quindi che può essere coltivata in maniera estesa e soprattutto senza il fiato sul collo di giorni contati per il ritorno a lavoro.
Una vita che si fà a due ritmi diversi, tra i periodi a bordo e quelli a terra.
Tanti discorsi che si fanno qui, non m’interessano un granchè, commenti sul lavoro, su torti o ragioni di questo o di quello, di situazioni legate al gossip di bordo.
Meglio parlare d’altro nei momenti liberi, pensare a qualcosa di diverso come ad esempio un viaggio da iniziare a pianificare, vedersi un film o leggersi un buon libro, estraniarsi insomma.
Stride con il mio pensiero quindi, l’idea del lavoro sulle navi come una missione, come un obbiettivo, io la vedo piuttosto come un opportunità, cosa che purtroppo altre situazioni sulla terra ferma, almeno quelle con cui sono stato a contatto di recente non possono in questo momento dare.
Insomma, l’equilibrio ancora regge con una bilancia con l’ago vicino al centro.
Ma non bisogna guardare solo all’equilibrio, i pesi in gioco possono essere uguali sui due piatti, ma di qualità molto differenti tra loro.
Meno male ch’esiste il libero arbitrio …
CREW LIFE – WICH WAY?
13 set
Marsiglia, 13 settembre 2009

Signal – Onboard ‘09
La foto qui sopra non si riferisce alle cabine per l’ultima tornata elettorale, bensì è il cartello più assurdo che abbia mai visto per indicare le posizioni delle cabine equipaggio.
Per chi si trova la prima volta a bordo non è sicuramente d’aiuto, piuttosto forviante trovarsi davanti un cartello di questo tipo. E così è un po’ per tutte le cose a bordo,” bisogna farci il callo”.
Non sempre quello che si ritiene oggettivamente più ovvio e corretto ha la meglio.
Cosi che il buon senso e l’opera di diplomazia che si affronta ogni nuovo giorno può restare inutile.
E magari una situazione “un po’ così” si trasforma in maniera del tutto inaspettata in tutt’altra cosa. Meglio divagare quando si può, meglio cercare di essere con la testa altrove.
Un libro può aiutare, un film può servire, due chiacchiere al bar fanno piacere, ma le sensazioni che ti può dare un nuovo viaggio non hanno confronto.
E quando sembra già passato troppo tempo dall’ultimo è li che non è troppo distante il prossimo.
CREW LIFE – MORDI & FUGGI
6 set
Marsiglia, 6 settembre 2009
Se ci fosse qualcun’altro convinto che lavorare sulle navi da crociera voglia dire sempre e comunque visitare nuovi posti, si accomodi pure, di sicuro è in buona e folta compagnia.
Tra i tormentoni più gettonati, la domanda provoca (e non poco) disagio, prurito, insomma; fastidio.
Per chi ama i viaggi e pensa che siano una delle esperienze più coinvolgenti, interessanti, irrinunciabili suona stonato, cacofonico e irritante “essere ma non essere “ in un luogo che proprio risulta difficile non poter visitare.
Ecco che quelle uscite con i minuti contati, la coda dell’occhio all’orologio, hanno un sapore strano, un aperitivo che non si riesce a mandar giù.
Si pensa comunque che si è fortunati, tant’altri neanche queste brevi e fugaci visite potranno mai fare.
Ma poi d’altro canto ci si chiede: “ma è proprio questo che vorrei vedere qui ? ”.
Il tempo tiranno e la difficoltà di trovare posti veri, fatti di un tessuto sociale privo o poco contaminato dal turismo di massa, difficilmente s’incontra per le vie dei transatlantici di oggi questa possibilità.
Navi da crociera che sono quasi sempre sinonimo di approdo turistico, dove i trasporti come il bus e i quattro passi a piedi ti fanno sempre finire nella bolgia.
Forse sarà per questo che apprezzo ancor di più l’esperienze da “backpacker”, vivere gli estremi; bella storia questa.
E cosi la Valletta vissuta di corsa, sotto un sole cocente e tra una babele di turisti che scorazzano per le vie del centro pare una montatura, un quadro appeso fuori squadro.

La Valletta - Malta ‘09
T’immagini quell’angolo li sotto quell’albero , con quei quattro tavoli del bar all’ora dell’aperitivo con quell’ombra invitante , in buona compagnia e in attesa di una serata da vivere intesamente.
Senza il frastuono ma piuttosto una buona musica che arriva dalla piazza poco distante.
Un pensiero d’un momento, ma sei già sul bus per il ritorno, i minuti son finiti.

Bus – Malta ‘09
Take it easy, take it easy …
Non manca poi cosi tanto, lo zaino già stà aspettando.
CREW LIFE – POINT OF VIEW
22 ago
Genova, 22 agosto 2009
Dipende,
non è sempre uguale l’ottica con cui guardiamo il mondo.
Con la stessa mente, l’approccio visivo ai luoghi può essere diversissimo.
A volte trovarsi nel centro di una città, sentirne i rumori, gli odori, percepire il suo battito da vicino non vuol dire per forza viverla.
Come in acquario, dalla cabina puoi osservare, scrutare, ma non riesci a toccare con mano oltre il vetro.
Allora nasce la rubrica dell’Oblot, quei momenti catturati attraverso di esso.
Dai panorami suggestivi, alle banchine anonime di chissà quale porto, ai tramonti sul mediterraneo.
Ma non sempre è cosi, fuori dalla nave in quelle poche ore di libera uscita, si cerca di scoprire
i luoghi toccati molte volte ed non ancora vissuti.
Cercare di catturare qualche aspetto, sfumatura che possa rimanere impressa nella mente; più di una foto.
Un immagine che possa farti ricordare, per poi raccontare.
Agli antipodi della viaggio zaino in spalla, quello disorganizzato ed indipendente, ma alla ricerca delle stesse sensazioni; quelle che solo il viaggio in se ti può dare.

Sunshine – Mediterranean Sea, 22 august ‘09
CREW LIFE – CORRENTE CONTINUA
12 ago
La valletta, 12 agosto 2009
In un flusso simile a quello del mare, che cambia si d’intensità ma che mai si placa, in cui tutto scorre come un’unica corrente, continua e mai alternata;
la vita di bordo è cosi, fatta di lavoro quotidiano intervallato da momenti che mai si possono definire realmente di vita privata.
In un continuo movimento passano i giorni, le settimane e i mesi.
Le serate con amici anche se divertenti sono sempre vissute tra le paratie di metallo che circondano la nave.
I momenti di svago sono condizionati dall’ambiente circostante, ben definito e delineato.
L’opposto dei mesi passati a casa, l’inverso che viaggiare zaino in spalla per scoprire qualche nuovo luogo, in una ricerca di cultura, esperienze, avventure ed incontri che solo il viaggio da “backpacker” riesce a regalarti.
Intensi momenti vengono vissuti qui a bordo, gioie & dispiaceri, passioni & e noia infinita.

Sunshine – Caribbean Sea ‘06
Tutto come se un filo nascosto ti sia sempre legato addosso, quello che ti trattiene il tuo tempo e che lo assorbe appieno, sempre delineato in una cornice stabilita in un mare immenso.
L’intensità della vita sulle navi è diversa da molte altre, che si vivono sulla terra ferma.
Un momento di pausa, può essere interrotto dal lavoro, anche se fuori orario bisogna dare il proprio contributo.
Le emergenze e fuori programma, sono una costante, essere partecipi un dovere.
La settimana fatta di quei cinque giorni di lavoro, il venerdì sera vissuto più intensamente del sabato, lontani ricordi.
Ritmi diversi, che trovano appagamento nelle loro pause.
Pochi, anzi pochissimi impieghi danno la possibilità di stare dei mesi interi senza essere forza lavoro.
Ecco il vero vantaggio per me di quest’esperienza.
Quella lancia che ti porta a terra, e ti cambia la corrente, i ritmi di nuovo alternati e la libertà di scegliere dove, quando e cosa fare; tutto mosso da onde mai uguali une dall’altre.
Le persone che ti stanno attorno; sulle navi non si scelgono, ma si trovano.
I bei ricordi e quelli meno, vengono delimitati, chissà se avrei mai incontrato tutte queste persone in qualche altro posto.
Gente con cui lavori, mangi, ridi, ti scontri e vivi, sono sempre intorno a te, che ti piaccia o no.
Abili doti da diplomatico in un equilibrio sempre precario, nuotando per cercare la corrente giusta con tutti o quasi.
Quella condizione che tante volte ti ferma la lingua, e ti fa ragionare più a lungo, quella emozione vissuta a metà.
In una costante positiva, cercare di essere se stessi, non lasciandosi cambiare ma vivere adattandosi alle situazioni e non subendole, sfruttando l’esperienze.
L’onda va cavalcata, affrontata, e a volte dominata.
Oblot time!

Genova, 07 agosto ’09


















































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