Il Viaggiatore Nostrano
Post con tag Oceano Atlantico
NO WAVES ON SEA
14 mar
Genova 14/03/2010
Quando si entra in una routine è difficile trovare qualche spunto da postare sul blog.
Meglio lasciar correre gli eventi in attesa di qualche cosa interessante e degna di nota da riportare.
Forse l’aspetto più controverso della vita a bordo è proprio questo, perdere il “contatto reale” con l’esterno e calarsi in una dimensione parallela.
Un’ avventura che si ripete già da diverso tempo, programmi a lungo termine di questi tempi non c’è spazio per farne.
Un viaggio che rimane indefinito, una rotta ancora da scrivere, tra approdi & mari e poi di nuovo tra ostelli & paesi esotici, nuove esperienze intervallate da qualche sosta a casa, ma sempre con in testa il prossimo viaggio.
E cosi questa routine diventa quasi una ginnastica mentale per essere pronti a nuovi stimoli.
Quando ci si ferma un secondo ci si rende conto che non c’è tempo almeno per ora, il sud america lasciato troppo presto resta un boccone d’un piatto ancora tutto da gustare.
Fortunatamente c’è un buon ambiente a bordo, e il divertimento non manca, condizione essenziale per lasciar scorrere il tempo sul mare col vento in poppa.
Funchal – Madeira ’10
Alla fine dei conti non si può poi raccontare tutto sul blog …
Ehehehhe
Stay tuned!
LIVE FROM SEA
21 feb
Barcellona, 21 febbraio 2010
Le onde scandiscono nuovamente le mie giornate.
Si ha l’impressione che tre mesi siano volati, e in poco si è già a pieni ritmi.
Un cambio all’ultimo, invece della Francia è una nuova nave da varare,
eccomi sulla “gemella” dell’ultima dove sono stato.
Santa Cruz – Tenerife ‘10
Ma l’importante non è tanto la nave in se per stesso,
piuttosto le persone che la vivono, che ci lavorano, che la animano.
Tanti persone già conosciute e qualche amico, ma molte altre ancora da “scoprire” e conoscere.
Milletrecento persone, tante storie, tante strade che si uniscono sul mare.
Più del lavoro, ancora lo stesso per il momento, sono i rapporti umani quelli che per i mesi a venire faranno la differenza.
Una nuova storia di cui iniziare a scrivere, un altra avventura sul mare, un capitolo prima di un altro,
di nuovo con lo zaino in spalla.
Stay tuned!
INFINITY BLU
5 lug
Navigazione, 05 luglio 2009
Come un fulmine, anzi no, come un tornado il tempo è scorso.
Ed ora questa grande balena d’acciaio solca il mare.
Emozionanti e complesse le ultime fasi prima della partenza, quei giorni che scorrono veloci e mille cose ancora da portare a termine.
La perfezione che è di un altro mondo, lascia spazio alla volontà, alla ricerca del miglior compromesso per lasciar sciogliere le redini ai 70 megawatt che danno forza ed energia alla nuova regina dei mari.
Le ultime serate passate in sella a quella bici, che di chilometri si che ne a fatti molti.
Quel lungomare che dalle maree è ogni volta ridisegnato, e i giardini ben curati lasciano lo spazio all’immenso blu dell’oceano.
Le migliaia di persone assiepate tra gli scogli e la spiaggia, le barche che danno il saluto.

Depart from Saint Nazaire – July ‘09
Una città che vive del pane dato dai cantieri è in festa, le trombe della nave risuonano fino all’orizzonte.
Da ieri Saint Nazaire, è un po’ più vuota, l’ombra del gigante ora insegue la scia del mare.
Una nuova avventura ha inizio.
All’orizzonte il cielo è sereno, ma c’è ben poco da fidarsi …

Ocean Atlantic – 28 june 2009
Stay Tuned.
CREW LIFE – STATI D’ANIMO
14 set
Genova, 14 settembre 2008
La durata di un “imbarco” dovrebbe essere di sei mesi per il tipo di contratto che,mi lega con questa compagnia.
Molti però pensano bene di trovare una seconda casa a bordo, cosi rimangono a vivere sull’acqua anche per piu di un anno di seguito …(non è uno scherzo c’è gente che lo fa veramente!)
Io massimo il primo contratto mi sono spinto ad 8 mesi e mezzo (intervallati però da 3 settimane a casa),
poi ho sempre adempiuto al minimo richiesto, sei mesi appunto.
Ora, quindi prendendo una persona ed estraneandola dalla comune routine di terra, che viva in Europa, Asia , America non cambia di molto, la grande differenza a cui si trova davanti a bordo.
Tutti a casa dopo il lavoro staccano la spina, vanno altrove, non sono costretti come in una vita militare a vedere sempre le stesse persone anche dopo l’orario di lavoro …
Qui bisogna invece curarsi sempre di non compiere azioni che vadano contro le “standard procedure”.

Esempio, si deve vestire in una certa maniera anche nelle zone equipaggio, vietate le fly flop, obbligatorio indossare sempre il “badge” con il proprio nome e mansione a bordo, non si è totalmente “liberi” di vestirsi come si vorrebbe.
Non è una vita militare, questo no, ma qualcosa che in certi casi la ricorda da vicino.
Quindi ovvio che gli stati d’animo che si susseguono durante i mesi cambino e non sempre si riesce ad essere totalmente se stessi.
Molti si nascondono dietro “maschere” che sono il loro ruolo a bordo, abitudini totalmente diverse da una giornata tipo sulla terra ferma.
In un trama degna della migliore “Soap Opera”, si tessono fili di relazioni al limite dell’incredibile, ogni momento è buono per fare gossip o commentare e sparlare di qualcuno.
La mia esperienza mi porta, come per un condensatore a riempiermi sempre più fino ad arrivare ad un punto, dove divento meno tollerante di situazioni oggettivamente fastidiose o che richidano una risposta od un’azione non proprio accomodante.
Attenzione, non voglio dire che inizio a menar le mani, o gridare contro tutto e tutti.
Questo no, piuttosto iniziare ad agire e parlare con meno “filtri” quindi più direttamente …
Non è quindi facile vivere qui, piuttosto non tutti riescono a stare in un ambiente dove non sempre si riesce ad avere un rapporto con le persone propriamente vero e genuino.
Ecco adesso, anche se “solo” dopo tre mesi inizia questa fase per me, salvezza mia sarà la licenza della prossima settimana per il matrimonio di un carissimo amico.
Staccare per un pò mi farà recuperare certamente un pò, e poi gennaio non è cosi lontano ….
Australia i will come back soon !
Stay tuned!
CREW LIFE – ACCOMODATION
1 set
Napoli, 1 settembre 2008
Ma tutta questa gente che lavora è vive sulla nave dove mai dormira?
Un piccolo esercito di poco più di mille persone ha bisogno di un giaciglio dove poter ricararsi dalle fatiche della giornata.
E’ come in un ambiente militare ci sono “cabine” di ogni forma e dimensione
(le camere per chi non lo sapesse si chiamano cosi sulle navi), a seconda del ruolo di bordo viene assegnata la propria.
Si parte dalla gente che fa i lavori più faticosi e meno appaganti, quelli che devono lucidare, pulire, trasportare i bagagli, chi carica le provviste a bordo …
A loro viene assegnata qualche volta addirittura una cabina con due letti a castello e un solo bagno …
Difficile sfiancarsi tutto il giorno (o per chi lavora tutta notte ) e tornare in cabina e magari dover fare la fila per una doccia.
C’è da dire che cmq che le navi moderne offrono abbastanza comfort anche per loro.
La tv satellitare non manca, le coperte, le lenzuola e gli asciugamani cambiati ogni settimana.
Anche sapone e detersivo vengono passati gratuitamente …
Ma appunto stare in poco meno di 15 mq in quattro risulta complesso …

Salendo di “ruolo”( ovviamente a pari dignità referita alle persone) si trovano cabine con tre letti, uno basso ed uno a castello. A parte il fortunato che dorme in un letto “normale” rimangono i problemi di convivenza che possono nascere da caratteri diversi che convivono in pochi metri quadrati.
Si passa poi a cabine con un letto a castello, queste sono la stragrande maggioranza sulle navi di nuova costruzione. Più spazio personale in genere tre cassetti è una scrivania in sharing (peraltro presente anche nelle altre tipologie..) Un armadio seppur piccolino solo per se, quindi più facilità ad arrangiarsi in due.
Quindi si arriva alle cabine dei fortunati con letto ad una piazza e mezzo, singola è con oblot
(ricordate la mia rubrica?
)
Una scrivania tutta per se, un bagno sempre libero ed un armadio degno di questo nome.
Alcuni neanche si devono preoccupare di rifare la cabina, ci sono le “cabiniste” che ogni giorni ti fanno ritrovare tutto in ordine …
Insomma non ti fanno mancar nulla, tanti poi cercano di condividerla con qualcun’altra …
La solitudine è una brutta bestia!
Ma non finisce qui, ai ponti alti della nave, i vari “Deus Ex” hanno le loro dimore.
Dei veri e propri piccoli appartamenti, con zona giorno e notte, salottino e vista panoramica sul mare.
Nel caso del Comandante e del Direttore di Macchine, anche un vero è proprio tavolo in un suggiorno con televisore LCD, balcone e una riposteria grande quanto le altre cabine poc’anzi citate …
E’ poi una grande scrivania, degna di un amministratore delegato di una grande azienda.
Ma per arrivare a questo punto se ne deve fare di gavetta …
Riassumendo, tante volte risulta più divertente vivere ai piani bassi tipo nelle cabine a 4/3/2 che magari sono dislocate in un ponte sotto il livello del mare quindi senza oblot, che dover stare sempre soli in una cabina che potrebbe contenere molte più persone magari in un party ad hoc ….
La vita da nave non è per tutti, bisogna saper convivere per tanti mesi, e questo non si può dir facile per nessuno.
Per saperne di più …
Stay tuned!
CREW LIFE – GIOCHI DI POTERE
26 ago
Palermo, 26 agosto 2008
Partiamo da un punto fermo: dimenticatevi “Love Boat” e i suoi personaggi.
A bordo di una moderna nave da crociera i ruoli e le posizioni assomigliano più ad una piccola città che altro.
Essenzialmente i dipartmenti in cui è ripartita sono tre:
Hotel:
A capo di questo dipartimento c’è l’ “Hotel Director” una versione più complessa di un direttore di albergo
Attorno a lui i capi dei più disparati settori: “Food&Beverage” con a scendere, “Personale di Sala”& Bar; “Sanitation”, Accounting, “IT”, “Housekeeping”, Shop, Beauty Saloon, Animation etc …
Engine:
il responsabile tecnico in capo della nave è il “Chief Engineer” tutto quello che rigarda motori, aria condizionata, macchinari di cucine & bar, piscine & jacuzzi, luci, produzione di acqua potabile … dipende da lui.
Coadiuvado da un vice lo “Staff Engineer” e da uno stuolo di “ufficiali” che supervisionano l’operato di tutti i macchinari di bordo dal basso verso l’alto e da prora a poppa …
Insomma il deus ex di bordo 

Bridge:
Lasciate perdere capitan Xindus il “Master in commander” ha ben altro a cui pensare, portare a spasso 4/5 mila persone tra passeggeri ed equipaggio non è un gioco da ragazzi…
Anche lui assistito da un vice lo “Staff Captain”, ruolo di direzione amministrativa un pò sindaco un pò prefetto di bordo.
Attorno ad essi gli ufficiali addetti alla navigazione, coloro che guardano il mare tutto il giorno (o il porto durante le soste
)
E per non fare la fine di Leonardo di Caprio in Titanic, è presente un “Safety Officer” che supervisiona tutti gli apparati di sicurezza di bordo ..
Ma con un ambiente cosi complesso non sempre tutto fila liscio … 
Stay Tuned!
CREW LIFE
17 ago
Genova, 17 agosto 2008
Per molti quello che succede nel backstage di una nave da crociera rimarrà per sempre un mistero, e sopratutto una cosa di scarso interesse.
Ma per quei pochi a cui potesse interessare vorrei iniziare a descrivere in grandi linee come si vive a bordo di una nave di 300 metri con altri mille e più crew member e tremila passeggeri a crociera.
I Contratti e le ferie:
A seconda della mansione svolta a bordo si viene reclutati da diverse agenzie, gli ufficiali di bordo invece vengono direttamente gestiti dalla compagnia Armatrice.
I contratti sono di sei mesi, ma è comune pratica per molti prolungarli. Alla fine di ogni contratto si viene liquidati e quindi una volta a terra si contatta la compagnia per accordarsi per il successivo imbarco.
In media il periodo di vacanza a casa e di due mesi, ma ad esempio nel mio caso, proprio perche non vi è una regola scritta vera e propria riesco in media ad protrarlo sino a 4 mesi.

Nell’ultime vacanze ho pensato bene quindi di trascorrere due mesi in Australia, dotato di WHV quindi sono partito alla volta di Sydney per poi esplorare fino a Cape Tribulation la costa est dell’OZ.
Se avvessi avuto un altro tipo di lavoro, come quasi la totalità delle persone sulla terra, di certo non avrei potuto dedicare tutto questo tempo e sopratutto tutto insieme ad un viaggio di questo natura.
C’è però da sottolineare che nel periodo in cui si è a casa non si percepisce reddito, a meno che raggiungendo un predeterminato periodo di mesi sulle nave si ottenga la disoccupazione dallo stato italiano.
Importante dire, che a meno che si facciano errori gravi e comportamenti fuori dalle regole, la chiamata per i successivi contratti è assicurata.
Quindi l’eventualità di non venire più chiamati risulta veramente rara, anche perche tutte le compagnie crocieristiche hanno in cantiere nuove navi in costruzione, il mercato è in grande espansione, questo è dovuto principalmente al contemporaneo abbassamento del prezzo dei biglietti per una crociera, anche se poi i passeggeri dovranno far conto a bordo delle spese extra non comprese nel biglietto.
Alla fine di un contratto per ogni membro d’equipaggio viene stilata una vera e propria pagellina: “Note Caratteristiche” che servirà all’ufficio equipaggio a capire le doti ed i difetti per l’eventuale avanzamento di carriera del crew member.
Quindi fare una buona impressione sul capo dipartimento a bordo risulta essere una carta vincente per avanzare nella carriera di bordo.
Da sottolineare che comunque per ruoli tecnici chiave come gli ufficiali del ponte di comando e della sala macchina, requisito iniziale essenziale risulta essere il diploma nautico poi seguito da due esami presso le capitanerie di porto in due step, al raggiungimento di un minimo periodo a bordo su qualsiasi tipologia di nave.
Il superamento di tale esame non è affatto scontato e diverse persone, lo ripetono diverse volte prima dell’ottenimento dell’agoniato titolo.
Per chi invece come me risulta rientrare nella categoria dei “commissari” il requisito è il titolo di scuola media secondaria, eventuali esperienze lavorative con “skills” richieste a bordo, poi fanno la vera differenza per essere scelti nella selva di domande che pervengono a tutte le compagnie.
Ad esempio per gli artisti di bordo e i ballerini, il CV gioca un ruolo fondamentale, una scarsa qualità degli spettacoli di bordo equivarrebbe sicuramente a un feedback negativo da parte dei passeggeri e quindi sulla buona riuscita della crociera.
E stessa cosa ovviamente per cuochi, pasticceri, musicisti …
Ci sarebbero da dire moltissime altre cose per quanto riguarda i contratti e la suddivisione in dipartimenti della nave….
Magari in un futuro post cercherò di ritornare sull’argomento.
Quindi vi rimando al prossimo appuntamento con questa nuova rubrica, sperando crei interesse ai lettori di questo
Stay tuned!


















































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