Il Viaggiatore Nostrano
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PUNTA DEL ESTE – URUGUAY
19 gen
Rio de Janeiro, 18 gennaio 2010
Una lunga notte quella per attraversare il Rio della Plata per raggiungere l’Uruguay.
L’ultima bistecca in compagnia di Tolga, si fà un pò tardi, il tassinaro ci prova, cerca di gironzolare a vuoto.
Pronto il richiamo, e siamo finalmente dopo un doppio timbro sui passaporto sul traghetto.
Niente male, i sedili sono comodi, ci si dorme quasi decentemente cosa diversa per la velocità di crociera al quanto lenta.
A Colonia del Sacramento, c’è una gran ressa per i bus in direzione Montevideo, da lontano “saette” ben poco rassicuranti che si avvicinano.
Pochi minuti, ed è tempesta tropicale !
Un boato anticipa la pioggia e il forte vento, pochi secondi e tutti si serrano all’interno della stazione marittima.
Una buona mezzora e la natura fà vedere tutta la sua energia.
Si riesce a partire sul bus, i sedili sono praticamente dei letti si distendono quasi completamente e conciliano il sonno in piena notte.
Un flash, ed un rumore sordo degno di un ordigno nucleare, un fulmine acceca la vista anche con gli occhi chiusi, roba incredibile !
Punta del Este, letta e raccontata come il posto più IN di tutto il sudamerica, il “jet-set” Argentino, Uruguayano ma anche Brasileiro si ritrova tutto qui per il “Verano”.
Un centro fatto di ville veramente belle ed ordinate, un porto turistico carino ma nulla di più, il casino e qualche imponente Hotel.
L’estrema punta non ha spiagge ma è attornata da scogliere, il vento soffia teso e le navi (tra cui quella in cui ero stato pochi giorni prima a B.A.) non riescono a calare le tender a mare.
Ristorantini offrono menu a prezzi abbastanza elevati, polizia che discretamente è ovunque.
Le spiagge poco lontane dal centro sono di colore avana chiaro, la sabbia e fine ma non estremamente, l’acqua e un pelino fredda e con un colore verde chiaro.
Hand on Beach – Punta del Este ’10
Centinaia di condomini a venti piani si alternano a qualche villetta tra il lungomare e l’interno, l’architettura non è male ma di certo non pari alla Costa Azzurra.
La borghesia “Portena” da Buenos Aires si sposta tutta qui nelle seconde case, una folla di “pischelli” è ovunque come “Pariolini” d’oltreoceano scorazzano per le vie di “La Barra” in piena notte.
I locali sono carini nulla di più, i drink hanno i prezzi molto europei, i ragazzi pagano in dollari, lo stile nel vestire e ricercato ma non troppo.
Punta del Este – Uruguay ’10
L’ostello F&F è in una villetta in una traversa a qualche centinaio di metri dal mare, la nostra stanza non è male, il gruppo è ricomposto: Tolga, io, il belga e il Canadese.
C’è internet e il bar, la pulizia non è il massimo.
Per avere un locker per gli zaini occore pagare altri 5 $ US.
Una camera è ricavata in un garage, 6 letti i non più di di 8 metri quadri, tre ragazze svedesi che viaggiano all’estremo risparmio dormono su un materasso buttato li dietro al bar.
Direi di sicuro non il migliore ostello in cui sono stato negli ultimi tempi, se non fosse per la nostra camera sicuramente sarei andato altrove …
Sconsigliato, a meno che vogliate provare esperienze diverse, regalando soldi ai tipi che lo gestiscono …
Tirando le somme il mio giudizio non è negativo, ma piuttosto critico.
Il posto è alquanto sopravalutato, pieno di gente che non mi piace frequentare in Italia, figuriamoci in Sud America.
Penso che un solo giorno, invece dei tre fatti poteva bastare.
Basta pensare alla settimana che mi attende a Rio, sicuramente sarà tutt’altra musica!
Stay tuned!
THAILAND EXPERIENCE
19 feb
Bangkok, 19 febbraio 2009
Alla fine la vacanza è stata intensa e la voglia e il tempo di stare davanti al pc per scrivere un nuovo post non c’è stata (mi sono goduto la vacanza insomma …).
In un post chilometrico cercherò di raccogliere le parti salienti, buona lettura!
La seconda giornata a Bangkok è iniziata con la visita nei dintorni di Siam Square dei grandi centri commerciali.
Il MBK uno dei più conosciuti è veramente immenso, al suo interno negozi veri e propri si alternano ad una miriade di gazebo e bancarelle.
La merce varia di qualità e prezzi soppratutto se si parla di merce contraffatta.
Il vestiario è il principe di questo mercato, migliaia di persone cercano di attirare l’attenzione del turista presso il proprio banchetto.
Anche se in misura inferiore delle bancarelle per la strada anche qui si può contratttare il prezzo.
Stupore, ma non troppo alla vista oggi nella seconda tornata a Bangkok prima del ritorno in Europa, di un iPhone nano ovviamente “Fake” a circa 70€ .
Dopo una rapida visione dei menu e constatato al tatto le fattezze, rapida conclusione della “fregatura” assoluta …
Oltre al MBK, altre decine di centri affollano la zona, da citare sicuramente il “Siam Paragon”.
Di tutt’altro aspetto rispetto al primo, l’architettura moderna e la cura nei dettagli lo rendono moderno e funzionale.
Al suo interno oltre i classici negozi e l’immancabile Food Court trovano spazio i maggiori marchi delle griffe internazionali, ed ovviamente anche il Made in Italy.
Al livello più basso la presenza di un acquario, che pare abbastanza interessante.
All’ esterno simpatiche fontane d’acqua con flusso sincronizzato.
A mio avviso molto meglio il Siam rispetto al primo, ma se siete interessati alle t-shirt a 100 baht sapete dove trovarle….
La sera è il momento di scoprire un pò la movida locale, destinazione Soi Cowboy meta “vivace” della vita notturna locale.

Soy Cowboy – Bangkok ’09
Il tempo di bere qualche birra e poi il ritorno in albergo per la partenza desitnazione Phuket.
Dopo aver constatato la pochezza degli shop nell’aria dei voli nazionali, fortunosamente grazie al mio palmare trovo una connessione wi-fi free.
L’attesa del volo quindi passa tra le pagine web e la “malattia” di FB.
Finalmente giunto a meta, vengo raggiunto da un afa è inspopportabile.
Ttra la selva di cartelli per il trasfer alla guest house noto che il mio nome è associato ad una altra GH
(ndr Nome di battesimo).
Sai quanti italiani ci saranno con il mio nome che arrivano a Phuket ….
Errore,
dopo aver preso un altro taxi giunto alla meta, scopro che il tipo era li per me.
Ma non mi era stato notificato il cambio di hotel per le prime due notti causa “overbooking” …
Se “LK” dove poi ho soggiornato le ultime cinque notti, in relazione al prezzo 900 baht per notte non sia affatto male, Il Peter Pan degli stessi soci è veramente bello, il giardino con piscina è le stanze spaziose e luminose danno il punto a vantaggio rispetto al LK.
Conosco Stefano uno dei soci, che con molta pazienza e precisione mi dà le prime info su come “sopravvivere” in quel di Patong Beach.
Afffittato l’indispensabile scooter per una settimana è comprata la sim thai alla cifra “folle” di 100 baht, parto alla scoperta dei dintorni.
Patong è un cantiere aperto, ad ogni angolo si vedono operai a lavoro, le strade non tutte propriamente in buone condizioni.
Due le vie principali, quella del lungomare e la parallela interna, il loro essere a senso unico rende la ricerca di un parcheggio per il motorino durante la sera una lotta impari.
La spiaggia affollata di lettini, non è il massimo.
L’acqua dal continuo se pur non eccessivo movimento ondoso non è cristallina.
L’intera zona urbana è cresciuta disordinatamente e palazzi moderni si alternano a più modeste costruzioni.
La “bangla” cuore della vita notturna dell’intera isola ne è l’esempio lampante.
Su un lato della via principale si susseguono le varie “Soi” con decine di baretti dai nomi più improbabili.
La “vivacità” delle ragazze dei bar è proverbiale e il drink presso uno dei tanti non si nega mai.
La colonna sonora un misto di canzoni rock, pop;
vedere ballare la lap dance sulle note di “Zombie” risulta alquanto discutibile ….
Ma lo stile festaiolo di Patong è la buona compagnia rendono l’ambiente frizzante al punto giusto.
L’Hollywood, discoteca gestita da nostrani italiani è la regina della Bangla, forse anche dovuto al fatto di essere ad accesso gratutito, cmq sempre gremita.
In un posto con il contorno descritto pocanzi suona alquanto bizzara la richiesta di indossare le scarpe per l’accesso al privè, un eccesso che stona nell’ambiente circostante.
La vera Hollywood dovrebbero capire i tipi è veramente altrove ….
Le giornate si alternano alla visita alla varie spiagge: Kata, Karon, Kamala e la ben nascosta Paradise Beach.
Sicuramente la prima attira maggiornamente il mio consenso, ordinata e con le catene dei migliori alberghi lascia tutto il caos alla sempre sovraffollata Patong.
La sabbia fine dal colore chiaro e l’acqua cristallina, la spiaggia ampia ma non affollata e la quiete danno il tocco in più.
Da consigliare.
Le sere in Bangla tra amici italiani conosciuti sul posto sono quasi sempre precedute dalle cene da Eddy bolognese trapiantato da parecchi anni qui.
La cucina misto Ita_Thai di “Sawadee” è veramente buona e sopratutto a prezzi contenuti.
E poi mangiare una carbonara e dei tortelloni cosi in Thailandia è veramente impagabile !
Finalmente arriva il momento della visita alle Phi Phi Island.
La svegia è di buon mattino preso il trasfer per molo che sembrra tratto da una scena dè Apocalipse Now.
La nostra guida ci spiega il tragitto e le varie tappe, una colazione veloce e si parte a bordo di un potente motoscafo verso il paradiso thailandese.
Maya Bay dove sono state girate alcune scene di “The Beach”, “Monkey Island” con delle simpatiche scimmiette, poi lo snorkeling comunque non impressionante rispetto a quello della barriera corallina australiana …

Sosta a Phi Phi Don località principale delle isole per il pranzo, osservando la bellezza del posto fà orrore il pensare al disastro provocato pochi anni fà dallo Tsunami, ma allo stesso tempo stupisce la sua rinascita come daltronde quella delle località di Phuket dopo il disastro in breve tempo.
Stupenda l’isoletta di “Khai Nok”, grande quanto basta per contentere sulla lingua di sabbia quache straio e due baretti che dispensano bevande ghiacciate in una giornata veramente afosa.
Il tempo è tiranno e dopo una giornata meravigliosa è il tempo di tornare indietro.
Piacevolmente trascorre il proseguo del soggiorno sull’isola con la voglia magari di visitarla di nuovo per scoprire i molti posti ancora inesplorati.
E’ difficile lasciare Phuket pensando al ritorno a breve in Italia, la voglia di rimanere ai tropici è molta.
Ma dopo più di un mese fuori dal vecchio continente si avvicina il momento del ritorno al lavoro.
Tornato ieri mestamente nel caos di Bangkok tra lo smog e il “disordine organizzato” arrivo al hotel.
Molto più centrale dell’altro ma forse di qualità più latitante…
Affaticato dal viaggio, zainetto in spalla cerco un posto per mangiare qualche cosa al volo, la vista di un insegna di un ristorantino italiano m’illumina…. peccato che il tipo abbia lasciato baracca e burattini in mano ad esotici Egiziani.
Procedo verso Nana Nue, e la vista dei molti baracchini che dispensano le cibarie più diverse a bordo strada fà impressione.
Ci vogliono gli anticorpi di ferro per mangiare quella roba intrisa di smog e spezie.
E non voglio immaginare che altro per deliziarsi il palato con cavallette e scarafaggi vari in bella mostra…
A malincuore il fast-food rimane l’unica opzione di un certo livello, con 150 baht il menu è servito.
Riprese un pò di forse avvisto i locali della vita notturna, in un corte di tre piani decine di baretti dispensano bevande e non solo per i molti turisti avventori.
La cornice di odori e colori è forte, il gusto e sopratutto il buongusto non hanno propriamente casa qui.
Meglio andarsi a “spegnere” per recuperare energie per il volo di stanotte.
Tentato lo shopping con esito negativo al MBK, è il momento di iniziare a preparare gli zaini, le prossime ore di viaggio saranno lunghe e noiose.
Il suolo italico verrà di nuovo toccato domani per un breve soggiorno si spera, per partire di nuovo per le vie del mare ….
Stay Tuned!
AUSTRALIAN GOOD LUCK!
15 gen
Maroubra – Sydney, 15 gennaio 2009
In soli due giorni dal mio ritorno a Sydney ne sono successe di cose ….
Il viaggio è stato molto lungo e noiso, a parte il rigenerante massaggio thailandese fatto direttamente in aereporto di Bangkok, nulla da dire oltre se non un inaspettato controllo del mio passaporto da parte di un funzionario australiano direttamente in aereporto nella capitate thailandese.
La cosa mi rimane stana, com’è possibile che si possano fare controlli di questo tipo fuori dal territorio Australiano?
Il tipo un signore sulla sessantina è alla mano, continuava a controllare il mio passaporto anche, con l’ausilio di una lente d’ingrandimento e chiedendomi altresi di dargli un ulteriore documento (vedi patente internazionale).
Alla fine tutto si è risolto e concluso con la solita domanda; qual’è lo scopo del suo viaggio?
Altretanto ovvia la risposta; turismo!
.
Finalmente arrivato a Sydney dopo trenta ore dalla partenza da fiumicino (scali compresi),
un amara scoperta: il mio zaino come i bagagli dei ragazzi che hanno viaggiato con me su tutti e tre i voli non ci sono … 
Dopo la solita descrizione del tipo del bagaglio l’addetta traccia la posizione del mio zaino che pare sia a Bangkok.
Mi trovo con in mano 80 dollari e un kit dello sfigato di turno, mi avvio quindi non proprio col sorriso sulle labbra verso il Wake Up! che mi ospiterà per i primi giorni.
Brevemente sull’ostello: grande, moderno, organizzato, pulito, sicuro … ma direi senza una vera anima e tra l’altro anche un pò più costoso della media dei prezzi di Sydney.
Con solo lo zainetto, urge una spesa di vestiario di emergenza, data la vicinanza di market city mi ci fiondo per l’acquisto di underware, socks, towel, pants & t-shirt ….
Finalmente dopo una doccia rigenerante, passo a salutare Margaret e Francesca da Go-Study, quindi mi fiondo alla NSW State Library per una un super free wi-fi spot 
Obbiettvo primario, trovare una casa; gumtree si rivela come al solito una gran fonte per trovare flat-share.
Gli altri citati nei precenti post risultano comprimari …
Segno una decina di numeridi telefono, e una volta tornato in ostello il jet-lag si fà sentire non poco.
Con qualche stento riesco a prendere tre appuntamenti per l’indomani per vedere qualche appartamento poi,
due – tre ore di sonno e sono di nuovo in piedi.
Il buon Lucio, propone cena a base di Steak OZ … accordata 
Insieme ad altri due veronesi, passa la prima serata del mio ritorno in OZ.
La sveglia non è servita stamane, alle sei del mattino complice il fuso orario ancora da digerire ero già sveglio e vispo come un grillo.
Colazione veloce e subito diretto in biblioteca per controllare la posta e aggiornarmi sulla situazioni case, e per cercare la loro esatta posizione grazie a google earth, la consultazione del sito dei trasporti pubbilici di Sydney conclude l’opera.
Il “red weekly pass” è la scelta obbligata almeno per i primi giorni con circa 16 € potrò muovermi per tutta la zona centrale, traghetti compresi per una settimana.
Prima casa da “ispezionare a Maroubra”, beh che dire come la scorso anno; prima casa vista … bingo!

Una fantastica villetta, in una zona incantevole la camera e tutta la casa hanno il pavimento in parquet, e non la solita moquette.
Nel soggiorno c’è spazio per un biliardo, gli ambienti sono spaziosi, sul retro un giardino con barbecue “ready for use”.
Nel rustico spazio per la zona creativa di Martin padrone di casa e della sua compagna.
Sono dei tipi easy e faccio subito confidenza, in poche ore torno al Wake Up! prendo i pochi “stracci” rimasti check-in out e sono già di ritorno nella mia nuova casa
.
Magicamente appare il mio zaino da un van nell’esatto momento che stavo per entrare in casa ….
E’ la mia giornata fortunata!
Il sole è a picco sulla mia finestra vista oceano … ovviamente atlantico, quando parte una grandinata improvvisa degna del diluvio universale …
Vabbè ogni tanto dovrà pur cambiare il tempo, se non che stasera quando stò scrivendo questo post, un altra scaricata di pioggia si presenta nuovamente.
Il tardo pomeriggio è dedicato alla spesa primaria: parmigiano, sale, zucchero, latte, acqua …. as well pasta ovviamente Barilla
.
Incontro RIe ex mia coinquilina nippo dello scorso anno che lavora in Junction, e chiamo Katarina anche lei mia flat mate dello scorso anno.
E si prospetta il primo birthday con relativo BBQ a Bronte beach questo sabato …. 
Anche questa è Australia ….
Ed ora via alla seconda fase: ricerca di annunci di lavoro “qualificato” per le mie “skills”
Stay tuned for news …
See ya mates!
EXTREME CAIRNS !!!
23 mag
Cairns, 23 maggio 2008
Appena lasciata la tranquilla “Maggie” scopro che il comandante dell’aliscafo per il ritorno è una donna;
premesso che di “manovre” di navi ne ho viste molte, devo dire che la tipa avrebbe bisogno di qualche corso di recupero …
Arrivati in pochi minuti a Townsville, mi faccio cambiare la prenotazione del bus per poter arrivare qualche ora prima a Cairns, e fortunatamente c’è qualche posto libero
Il viaggio come tutte le altre volte è piacevole e per nulla noioso, i paesaggi che si susseguono hanno sempre qualcosa che cattura l’attenzione.

My last Greyhound bus – “Bruce Highway”
Iniziano infinite piantagioni di “Canna da zucchero” alternate da molte altre di banane, ora si può dire che siamo veramente ai tropici !
Anche i paesini che si affacciano sulla “Bruce” hanno un loro perché; tutti orgogliosamente mantengono i parchi pubblici in ottimo stato ed hanno un loro centro d’informazioni turistiche.
In ognuno di essi poi non manca mai un “hotel” che dispensa birra, un “bottle store” per gli “alternativi” e l’ufficio postale.
Ci fermiamo per il “Meal Break” in uno di questi molto delizioso :“Cardwell” direttamente affacciato
sul mare con una spiaggia melmosa come si dimostrerà poi essere anche quella di Cairns.

Cardwell beach – “Bruce Highway”
Finalmente nel tardo pomeriggio si arriva a Cairns, per qualche strano motivo non mi viene in mente di chiamare l’ostello per il “pick up”; inizio a camminare con la brochure in mano, pare non essere molto distante ….
Sul “Tripforum” abbiamo parlato molto degli zaini, su che cosa portarsi in OZ; e fin a quel momento i miei due “backpack” avevano dato sempre ottime performance ma pur sempre per brevi tratti di strada.
Ora mi trovavo a camminare con le mie infradito con circa tredici chili sulla schiena e otto sul petto, dopo diversi chilometri, non accusavo la fatica ma piuttosto lo scarso bilanciamento del peso sul mio corpo.
In poche parole nel mio zaino grande c’era molto peso anche nella parte alta, questo mi sbilanciava un po’ troppo….
Quasi alla meta mi viene un “lampo di genio”: invertire gli zaini, il piccolo dietro e il grande davanti ….
Non l’avessi mai fatto!
Mi son ritrovato incastrato, non riuscivo a liberarmi dalla morsa … (non è una battuta! )
Un angelo biondo inaspettatamente corre in mio soccorso, lei è australiana e da poco è tornata da una vacanza in Europa quindi in Italia da “Backpacker”…
Si è ripromessa che se avesse visto qualcuno con zaino in spalla in difficoltà gli avrebbe dato una mano …
“Bella dè zio!”
Anche se per poche centinaia di metri mi prende su in macchina, liberandomi dalla morsa degli zaini e portandomi a destinazione!
Grazieeeee !
Giunto alla meta, faccio conoscenza con il personale del “Calypso” l’ostello che mi ospiterà per qualche sera, il posto è veramente carino.
Attorno ad una piscina ci sono i tavolini del bar/pub li vicino, la cucina al piano superiore di uno degli edifici è decente ma un po’ piccola.
I bagni sono “immacolati”, nuovi e pulitissimi, le camere spaziose con ventilatore e condizionatore, i
letti sono a castello ma confortevoli quanto basta.
Tutto è immerso in uno scenario tropicale, dalle palme alle canne di bambù ai disegni che richiamano la Jamaica …
Anche qui c’è il menù per il pasto con modalità “tutto quello che si riesce a mangiare a prezzo fisso” ….
Alla grande, il cibo è anche di discreta qualità.
C’è il wi-fi, e il deposito per gli zaini, utile per i giorni di tour nei dintorni di Cairns.
Il posto lo promuovo a pieni voti, nel complesso il miglior ostello in cui sono stato in Oz!
Finalmente arriva il grande giorno,
sin dalla prenotazione del viaggio ero teso solo al pensare al momento in cui avrei fatto il “Bungy Jump”.
Sfidare la mie “vertigini” non sarebbe stata cosa semplice.
Tutta la notte precedente ero li a pensare come “tuffarmi” e che sensazioni avrei provato, ma erano solo ipotesi ….
Arrivato allo svincolo per “AJ Hackett” centre , Il primo avvistamento della torre che svetta tra una fitta vegetazione tropicale.
AJ Hackett : inventore del Bungy moderno, famoso il suo il lancio clandestino dalla Torre Eiffel nel 1986 che portò alla ribalta mondiale il Bungy Jump evoluzione della prova di coraggio a cui si sottopongono i giovani delle isole “Vanuatu”
Inizia a salire la tensione, ma sono obbligato a farlo?
Giunto ai piedi della struttura, come in un girone dell’inferno dantesco vedo “cadere” anime in pena che emettono urli a squarciagola.
Prendo coraggio, i ragazzi mi pesano per calibrare l’elastico…. Scopro che ho perso cinque chili da che sono partito dall’Italia ….
P.S. Mamma stò bene …. Mangio come sempre ma si vede che facendo più movimento del solito ….ehehehhe !
Inizio a salire le rampe di scale, il mio sguardo non va mai al di sotto dell’orizzonte, sembra che il collo sia saldato alla testa.
Arrivo in cima, i ragazzi sono simpatici e mettono tranquillità, mi fanno sedere ed iniziano ad “imbracarmi” a dovere.
Mi spiegano la posizione da assumere al contatto con l’acqua, in un blackout mentale faccio segno di aver capito tutto.
Siamo pronti, saluto in camera per il film del mio lancio, sono in pedana, lo sguardo è sempre rivolto all’orizzonte e mai in basso.
Devo far qualche altro passo avanti, ora i miei piedi sono al margine, sento la corda tirare con il suo peso.
Inizia il countdown: 5-4-3-2-1 go go go !
Volo, sono in aria in una posizione non proprio plastica, repentinamente precipito, non c’è tempo di pensare…
L’elastico si tende è si libera l’urlo, fantastico c’è l’ho fatta !
Libero tutta l’adrenalina che ho in corpo, i balzi successivi sono nulla in confronto…
Il tipo sul canotto stenta a prendermi, sono elettrico, i giapponesi sono li a scattare mille foto ….
Loro col cavolo che si tuffano !
Decido per fare anche un secondo salto, è incluso nel prezzo
Oramai la tensione è sciolta, questa volta il salto è di spalle al “nulla”, parlando con i ragazzi gli dico di non aver toccato l’acqua al primo tentativo ….
Mi rassicurano: “stavolta la toccherai di sicuro!”
Sono di nuovo in piattaforma, dopo ripetute sollecitazioni dei guys ho i talloni per aria e la corda ancora una volta che tira pesando sui miei piedi.
Mi lancio, un’altra volta in una posizione davvero poco “plastica” ….
Provo sensazioni diverse, non vedo null’altro che il cielo finche non sono a pochi metri dall’acqua.
L’elastico si tende finisco in acqua fino al busto, è una frazione di secondo si sfila la t-shirt, preso dall’euforia la agito come un folle ….
Sento le urla anche del pubblico …. Show time !
Devo dire che l’impatto con l’acqua non è poi stato cosi “deciso”, le lenti a contatto sono rimaste al loro posto … giusto ho bevuto un po’ dal naso … eheheh !
La giornata dopo la doppia adrenalina continua con ritmi decisamente più blandi …
Passeggiando per le vie di Cairns, scopro che all’inizio dell’omonima highway c’è un capitano Cook in uno strano atteggiamento da “ventennio”…

Captain Cook – “Cook Highway”
Sul lungomare una distesa melmosa si estende per vari chilometri, la gente prende il sole sul prato e niente bagno: la laguna artificiale è chiusa per lavori …

“Beach” – Cairns
Proseguo quindi per il corso, pieno di bar e ristoranti qui la vita notturna è molto movimentata.
Dopo una sosta per la spesa un altro incontro incredibile, avvisto l’incredulo “Lucauao” del tripforum in compagnia di amici …. L’Australia è proprio piccola!
Dopo una chiacchiera veloce sono di nuovo in ostello a prepararmi per l’indomani, sveglia all’alba per partire in direzione “tully river” per una giornata di rafting !
Con gl’occhi ancora socchiusi, salgo sul bus, il “capo cordata” è un ozzie tutto d’un pezzo, prende il microfono ed inizia a caricarci per l’avventura nonostante fossero da poco passate le sei del mattino …
Dalle sue parole sembra quasi che invece di una divertente giornata ci aspetti un campo da battaglia, il tipo sembra essere il sergente di “Full Metal Jacket”….
Per l’allegro gruppo di nippo che abbiamo sul bus, un altrettanto simpatico giapponese gli ripete il tutto ma stranamente impiegando il triplo del tempo.
…. Mah forse saranno duri di comprendonio …
Ci siamo, formati i team, sono capitato in squadra con due sposini italiani, due ragazzi tedeschi e uno svedese.
Il nostro “capitano” è giovane “Kiwi” immigrato per scappare al freddo della Nuova Zelanda.
Un tipo esuberante e con la battuta sempre pronta, nei primi metri sul fiume ci si presenta ….
Lui si chiama Bean, io non c’è la faccio a trattenermi e gli faccio: “ Come Mr Bean?”
Tutti ridono tranne lui …
Inizia la nostra avventura sul “Tully river” l’acqua è discretamente fresca ma la temperatura è di tutto rispetto circa 29°.
Per “testare” la bontà del nostro “lifejacket” quasi subito veniamo invitati a gettarci in acqua …
La corrente tira non poco, quando sono li che combatto con le rocce che delicatamente “sfiorano” il mio fondoschiena, un altro incontro “incredibile” in acqua….
La faccia è conosciuta, è un italiana … ma si ci sono… l’ho già vista da “Go Study” è un amica di Margaret si chiama Silvia, e di Roma e viene al mare a Sabaudia alle “streghe” ….
Non ci voglio credere, impossibile!
Ora ci manca solo che sul volo di ritorno a Sydney incontro il mio vicino di casa …
Risaliti sul nostro gommone iniziano le rapide, alla fine dei conti abbiamo pochi compiti a bordo:
o pagaiare in avanti, in senso contrario, mettersi in posizione di protezione nel gommone o spostarsi sul lato opposto.
Alla fine dei conti il grosso lo fa il nostro Bean, che timona a dovere …
Il paesaggio è molto bello, tutto intorno a noi la foresta pluviale, mangrovie, liane e cascate di acqua purissima; in una di queste ci passiamo sotto, il getto dell’acqua sulla testa è incredibilmente pesante …
Ad un tratto tra le varie rapide, un ex “figlio dei fiori” capellone sulla sessantina e senza qualche dente che fa da capitano su di un altro gommone tenta l’azzardo …
Mi prende da dietro il giacchetto vorrebbe farmi finire in acqua; io fortunosamente ho il piede ben saldo incastrato nel gommone … ”Nun je la fa!”
Godoooo !
Lo saluto mostrandogli il mio dito medio …
Intanto sulle varie rocce una tipa è intenta a scattarci mille foto, infatti ci si ferma a dovere in diversi punti o si fanno strani movimenti per venire meglio in camera …

Rafting – “Tully River”
Arriva l’ora di pranzo, il bbq offerto sulle sponde del fiume è niente male, io come al mio solito mi “ingozzo a dovere”, ci si spalma per l’ennesima volta tonnellate di crema protettiva, tanto che alla ripresa del fiume sento che lentamente cola dal mio viso sino alla bocca ….
Che schifo !
Si continua nella corsa fra le rapide, ad un certo punto un aroma particolare stimola il nostro olfatto, Bean tranquillamente ci indica piante spontanee di Marijuana che crescono sulle sponde del Tully ….
Anche questo è sintomo di clima tropicale …
Si affronta un tratto più tosto del solito, quasi tutti gli altri team finiscono in acqua noi teniamo duro e usciamo indenni dal pericolo.
Il team di Nippo ha sempre il sorriso stampato sulla bocca, salutano sempre con il segno di vittoria invece di pagaiare ma finiscono inesorabilmente spesso e volentieri in acqua ….
Ecco perche si sgolava cosi tanto il loro connazionale sul bus …
Arriviamo stremati alla fine, anche questa altra “avventura” è andata ….
La strada per il ritorno è interrotta per la “doverosa” visita al loro bar dove eravamo stati anche per la colazione non inclusa nel prezzo …
Ecco li le nostre foto, i prezzi non sono proprio contenuti, smezziamo in cinque per avere un cd protetto con tutte le foto di giornata …
Ritornati a Cairns, il solito bbq al Calypso, mangio l’impossibile devo recuperare le forze …
Dopo la doverosa doccia, e l’ennesimo arrangiamento degli zaini per la visita a “Cape Tribulation”
crollo al letto …
Anche questa giornata è andata.
Per sapere com’è andata l’avventura a “Cape Tribulation” …
Stay tuned!
COAST WALK & JOB TROUBLE
15 apr


Sydney, 15 aprile 2008
Domenica inizia con un cielo velato, non proprio nuvoloso.
Già deciso per fare la passeggiata North Bondi to Coogee con Lalla. Lei mi raggiunge praticamente sotto casa dove ho il capolinea dei bus di Norh Bondi. Passando per Bondi beach inizia ad annuvolarsi, fino ad avere un cielo non proprio promettente. Arrivati all’altezza di Tamarama Beach la vista è mozzafiato il mare è grosso, ci sono i surfisti le onde da paura, molto meglio di quelle che ci sono a Bondi beach distante poche centinaia di metri.

Uno spettacolo unico, inizia a piovere fino, non promette nulla di buono.
Arrivati dall’altra parte del piccola insenatura dove è situata la spiaggia, una piscina artificiale sul mare, la gente incurante del meteo fà allegramente il bagno, con le onde che si infrangono sulla piscina stessa …. temerari!

Continua la camminata e le foto da cartolina, arrivati all’altezza di un cimitero, inizia a piovere pesantemente. Il mio poncho mi da conforto, anche al mio zaino e alla tanto amata borsa di Lalla …
Fulmini e saette, si trova riparo nel ingresso di un palazzo, il resto della passeggiata da fare in senso opposto è rimandata, magari con Aurora arrivata ieri sera a Sydney.

Lunedì mi presento al colloquio di lavoro, si trattava di qualcosa inerente a quello che faccio attualmente sulle navi, riassumento logistica & inventari.
Arrivo nella sede della società intermediaria, dopo aver consegnato il mio passaporto e compilato un foglio, vengo portato in un piccolo stanzino, c’è ne sono molti e numerati.
Entro e mi viene detto di attendere, sembra di essere al vecchio calcio mercato a modi “Allenatore nel Pallone” un tavolo con sei sedie una brocca d’acqua e 3 bicchieri ed un telefono nell’angolo.
Arriva il tipo, il colloquio dura più di mezz’ora si accerta delle mie esperienze, ma poi mi dice che il lavoro attuale per cui stanno cercando qualcuno è inerente a dei magazzini di Vini e tra l’altro ci vuole anche una certificazione specifica che io non ho.
Il tipo cmq mi dice che di esperienza ne ho, se uscirà qualcosa mi chiamerà ……
Inoltre tenta di farmi fare un colloquio al volo anche per l’ IT ma il suo collega è impegnato quindi si limita a farmici mandare il CV.
Vabbè non mi lamento per essere stato il mio primo colloquio in OZ, e ovviamente in lingua inglese.
Mai demordere ….
Oggi in programma ho di incontriarmi con Aurora appena arrivata dall’Italia,
Sceso dalla metro alla stazione centrale una strana visione, sotto una leggera pioggerellina, una donna poi rivelatasi da vicino un transessuale vestita da fitness di tutto punto sembra fare streeching appaggiata ad un busto.
Non era cosi, inizia a tirare per aria pugni e poi calci in direzione del busto, poi passa al seguente, ad un certo punto fa una giravolta con calcio volante!
Mi stavo letteralmente “pisciando sotto dalle risate” ho camminato per buoni 300 mtr girato indietro per vedere che altro combinasse …. gran personaggio…
Raggiungo in ostello Aurora anche per lei i vari giri d’obbligo da fare appena arrivati: Go Study, Medicare ….
Al che arrivati a Martin Place, vedo un ristorante che sembra molto schiccoso, dico adesso gli lascio il resume … Il tipo mi chiede “sei Luciano?”, ed io “ehm nooo” e lui, “cmq cerchiamo gente” legge il mio curriculum tarocco, fa “cavolo 5 anni di esperienza” …. mi sa che ho esagerato !
Il tipo cmq è di origini italiane, legge il mio ultimo ristorante tarocco “Pizza & Fichi” pensava fosse un organo sessuale …. eheheh
E poi butta li “Berlusconi Won” come se non lo sapessi … vabbè.
Mi presenta il Metrè’d francese, che parla un perfetto italiano, non mi sottraggo alla battuta calcistica … godoo.
Morale della favola domani ho un trial alle 11.
Dettaglio non trascurabile non ho nulla del “dress code” richiesto ovvero, scarpe classiche nere, pantalone nero, camicia bianca, cinta, e cravatta nera ….
Azz… Penso che avviarmi verso il quartiere cinese sia la meglio cosa, ma si rivela una scelta infelice i negozi sono cari.
Mi gioco allora la carta Margaret, la chiamo subito si consulta con Francesca…. “ti ricordi quel posto dove tutti abbiamo comprato il vestiario da quattro soldi per lavorare all’inizio ai ristoranti?” LOWES !
Mi ci fiondo, con 140 $ mi compro tutto quello sopracitato …. praticamente 80 euro … un niente cmq tutta roba da quattro soldi. Ma va benissimo cosi !

Ci incontriamo con Lalla in Hide park … e li mi congedo, iniziano i discorsi al femminile …
Speriamo bene per domani, anche perche al tipo ho detto che so portare tre piatti e pure caldi.
Stasera ho fatto training a casa con la mia Flatmate Giapponese che lavora in un ristorante italiano … quant’ è strana la vita …
Cmq sembra che riesca abbastanza bene, domani vedremo che combinerò!
Stay tuned!
TRIAL & NIGHTLIFE
10 apr
Sydney, 10 aprile 2008
Dov’eramo rimasti ….
In questi giorni sono seguite le consegne dei CV un pò ovunque da Circular Quay a The Rock, da King Cross a Bondi Beach.
Parecchi neanche lo guardano lo prendono e lo metto insieme agli altri, altri tirano fuori dei fogli da compilare, altri ancora si limitano ad appuntarsi i giorni a disposizione e per quanto tempo si ha intenzione di rimanere a Sydney.
L’altro ieri girando con i CV a Circular Quay al Caffè Rossini la tipa alla cassa (poi ho scoperto fosse italioaustraliana) mi dice ok passa dietro al bancone, io stranito le ricordo che sono vestito da vacanziero:
Short, TShirt e occhiale da sole …
Lei fà non ti preoccupare !
Ebbene si dopo che mio padre ha avuto un bar per quindic’anni io mi ritrovo per la prima volta a “provare” a far un cappuccino (vergogna !
).
Mi dice ok, parlerò con il manager vedremo…
Staserà invece ho fatto un trial da OlivOlive un ristorantino a Bondi Beach dove il manager è di origine ItaloGreca, dopo un ora è mezza dice che può bastare, e che mi chamerà per qualche sera.
Bah vedremo ….

In parallelo mi sono dedicato a fare parecchi apply su Seek; sito specializzato per trovare lavoro specialmente nel campo informatico.
Ieri ho ricevuto una chiamata sulla segreteria, oggi richiamando ho avuto una buona notizia, lunedì avrò un colloquio per un lavoro nella logistica, campo di cui mi occupo sulle navi… speriamo bene!
Intanto ieri ho fatto la mia prima uscita in notturna, insieme a Grazia conosciuta al corso RSA e altre ragazzi siamo andati qui vicino al Bondi Road, e nonostante fosse mercoledì sera era pieno di gente….
Veramente positivo peccato chiudesse a mezzanotte.

Stamattina è arrivata Lalla, conosciuta sul tripforum, oggi mi è toccato farle un pò da Cicerone, Botanic Garden, Opera House….
Quindi un passaggo anche alla medicare per farsi registrare.
Domani se tutto va bene mi faccio la prima giornata in spiaggia, speriamo il tempo sia clemente!
TENERIFE, IL MARE ALL’IMPROVVISO
13 gen
Santa Cruz de Tenerife, 13 gennaio 2008
Il sole c’era e la voglia tanta, era da parecchio che non mi capitava di fare dei bagni fuori stagione.
Allora si parte alla volta della Playa de las Teresitas; la sabbia, le palme …. anche se è artificiale il posto è veramente carino.
Ora ci manca solo una bella birretta ghiacciata, con l’amico di merende arriviamo al baretto della spiaggia, dove una simpatica nonnina spagnola prepara il panino al friend nonostante gli avesse consigliato di comprarlo altrove …. forse non aveva voglia di preparlo …in un ambientino molto casareccio ci beviamo le birrozze …

Con in kanna la prima “ricarica” ci buttiamo in spiaggia, e per decidere il posto non abbiamo esitato un secondo …. grazie alla presenza di due bellezze locali non proprio vestitissime …
Ipod nelle orecchie, a quattro di bastoni … bella la vita ! 
Ma ad un certo punto … come cantava il mitico Corrado … mi scappa, la birra a fatto effetto, inizio a gironzolare per la spiaggia in cerca di un punto per “alleggerirmi” ma nada … cavolo le dune della spiaggia di casa a quel punto sarebbero state utilissime. 
L’unica soluzione ?
Esatto proprio quella che state pensando … anche se l’acqua dell’oceano non era delle più calde, dopo un tuffo ero già più leggero, e poi l’acqua non era poi cosi fredda 

Cmq è stata una buona giornata, conclusa con un altra birretta nel centro di Santa Cruz semichiusa per la domenica.
Ho anche preso un colorito più umano del solito pallore invernale … peccato che durerà per poco … meglio cmq della lampada che si fanno i “fenomeni” quà a bordo con quel cavolo di colore innaturale …. fischi per i lampadati !
Vabbè, ci si sente.
Ciauz.













































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