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Il Viaggiatore Nostrano
Il Viaggiatore Nostrano
28 dic
Sabaudia, 28 dicembre 2009
Mentre la noia attanaglia le giornate Sabaudiane, si avvicina la partenza.
Senza troppi clamori continuano i preparativi, prenotato l’ostello in centro a Buenos Aires per la prima settimana, intanto iniziano a girare per la testa con più insistenza le possibili tappe successive, tutte comunque che verranno vagliate opportunamente una volta messo piede dall’altra parte dell’oceano.
Un pò perplesso per il recente episodio sul volo Amsterdam – Detroit della giornata di Natale, quello che doveva essere un tranquillo volo con scalo a Madrid si potrebbe rivelare una bella rottura.
A parte questo, lo zaino questa volta sarà sicuramente meno voluminoso delle recenti passate esperienze australiane.
Stessa cosa per lo zainetto:
Netbook, ipod, la mia nuova fotocamera, palmare, guida Rough Argentina, Cile, Bolivia, Uruguay, Paraguay, Notes e poco altro …
Daltronde in stile backpacker quello che eventualmente può servire si può comprare in loco, ad esempio una bella camiseta del Boca Junior
Non vedo l’ora di addentare una bella bistecca Argentina sorseggiando un Quilmes gelata …
Stay Tuned !
16 dic
Sabaudia, 16 dicembre 2009
Inizia finalmente il conto alla rovescia,
Dopo mille vicissitudini, finalmente ho il nuovo passaporto ed un biglietto frà le mani:
Roma Fiumicino – Buenos Aires 06/01/2010 via Madrid – one way – 510 € – Air Europa
Buenos Aires
Combattuto fra la possibilità di partire in date inprobabili, vigilia di natale, ridosso di capodanno
ed a prezzi decisamente “festivi”, alla fine ho preso una decisione più ragionata.
Partire subito dopo le feste, evitando così sovrapprezzi, difficoltà per trovare un buon ostello a Buenos Aires e cosi via.
Ora si passa alla fase operativa, scelta dell’ostello per i primi giorni, lista delle cose da mettere nello zaino, consultazione dei forum viaggio sul web …
Un altra avventura stà per iniziare.
Stay Tuned !
6 dic
Sabaudia, 06 dicembre 2009
Non fai in tempo ad ambientarti di nuovo alla terra ferma che già capisci che è forse meglio ripartire.
Fremente per ricevere fra le mani il nuovo passaporto, facile il pensiero và al nuovo viaggio.
Una preparazione, più svogliata delle altre volte, quasi disinteressata, forse perché alla fine è giusto pianificare, ma non troppo.
Cosi alla fine la cosa forse più importante, l’itinerario non è stato ancora deciso.
Da buon backpacker zaino in spalla partirò per costruire man mano le tappe successive.
L’idee ci sono e tante, ma alla fine non tutte si potranno mettere in pratica in un solo viaggio.
Da mesi pensavo come “aggredire” il Sud America, dal centro oppure da sud.
Anche se con brevi toccate e fuga in Messico, Honduras, Costa Rica, Panama, Colombia via mare
ci sono stato, quindi l’ago della bilancia punta verso Sud.

Puerto Limon – Costa Rica ’05
Destinazione Sud America.
Quasi sicura la tappa di partenza, Argentina, Buenos Aires.
Con qualche “click”, volo one-way, prenotazione ostello e magari una buona assicurazione di viaggio inizierà una nuova avventura, l’avventura sudamericana.
Stay Tuned!
24 nov
Sabaudia, 24 novembre 2009
Dieci anni sono già passati.
Sembra ieri che ottenevo il tanto desiderato passaporto,
il primo viaggio, uno di quelli difficili da dimenticare, in treno fino Praga.
Il capodanno di inizio millennio, un bel gruppo di amici e la voglia di festeggiare
al meglio in una città magica.
Di viaggi tanti ne sono seguiti e quel passaporto ha macinato chilometri su chilometri,
anzi meglio, miglia su miglia.
Eh si, perchè se facessi il conto, viaggiando fra le onde, la terra ferma impallirebbe al confronto.
Ora il momento del rinnovo, due fototessera, il versamento, la marca da bollo,
la richiesta da presentare in questura e la mie tasche più leggere.
Pochi istanti allo sportello e mi ritrovo di nuovo in mano quel vecchio passaporto con su un timbro: ANNULLATO.

Non so, in quel momento ho provato una sensazione strana, come se tutti i viaggi
tutte le esperienze in cui mi ha accompagnato fossero state cancellate, annullate appunto.
Ovviamente solo un pensiero, un pò stupido ma simbolico.
Con un pò di analisi da interpretare come un giro di boa, un nuovo inizio, spero con molti altri viaggi, avventure, esperienze tra terra e mare.
In circa due settimane ne avrò uno nuovo, e da li non sarà lontana la partenza per una nuova avventura.
Stay tuned!
20 nov
Sabaudia, 20 novembre 2009
Eccomi un altra volta con i piedi per terra.
Alle prese con quello strano periodo “cuscinetto” tra la vita in mare e quella sulla terra ferma.
Tra una visita oculista e la richiesta di rinnovo del passaporto, la lotta con il digitale terrestre
e la fine della mia povera punto.
Appunto, era li parcheggiata non faceva del male a nessuno quando un “pischello” per un motivo
non ben precisato, ha finito rovinosamente la corsa del suo furgone direttamente sul muso
dell’ inerme utilitaria color rosso fuoco.

Fiat Punto – Crash ’09
Beh, forse per raggiunti limiti d’età la pensione già se l’era meritata, ma almeno speravo
in una fine meno accartociata.
Un altra rottura, in mezzo a le altre che ancora mi vedono al palo con la pianificazione
del futuro viaggio.
Tant’è vero che ancora non so bene i tempi per organizzare il tutto, una volta avuto un nuovo passaporto sicuramente avrò uno stimolo in più per coordinare le idee in un progetto più concreto.
Intanto non c’è poi tanta fretta, il clima ancora relativamente mite aiuta e non poco.
Per iniziarsi ad annoiare qui c’è sempre tempo, quindi meglio godersi le serate magari
con una cena tra amici ormai diventata tradizione a base di carne alla brace innaffiata dall’immancabile “Sangre de Toro” Catalano.
Stasera invece serata Rock & Roll, di cui non c’è ne mai troppo abbastanza
nella vita di tutti i giorni …
In attesa della attimo giusto per dare il via al viaggio, di cui la preparazione e parte integrante
ed aggiungerei anche “fomentante”.
Stay tuned!
6 nov
Civitavecchia, 06 novembre ’09
In bilico, sospesi tra i flutti del mare e la terra ferma.
Quando si è ad un palmo di naso da mettere i piedi in terra, le sensazioni si mescolano come se si fosse in un limbo instabile.
Mentre in passato mi venivano in mette mille cose da fare una volta sceso dalla nave, ora è diverso meglio lasciar scorrere il tempo.
E poi in questa stagione a casa non è che ci siano molte cose da fare, a parte pianificare, progettare un nuovo viaggio.
Diventa un po’ come un lavoro, la ricerca delle informazioni, i forum di viaggio, i pareri delle persone, gli itinerari.
Sempre però non andando nella direzione di una preparazione maniacale, perfetta, anzi.
Sapere dove si vuole partire, delineare i contorni ma poi, lasciare al tempo e agli eventi il proseguo.
Puntare il dito su un punto del mappamondo e da li iniziare a fantasticare.
E perbacco mi sa tanto che è arrivato il momento del Sud America.
Ma detto questo c’è ancora molto tempo davanti, tirare i remi in barca e cercare di portare a casa un’altra esperienza di un imbarco, sei mesi vissuti tra la Francia e il mediterraneo, nuovi volti, conoscenze e anche qualche nuovo amico.

Saint Nazaire - France ‘09
Per poi riprendere dove ci si è fermati sei mesi prima, la famiglia, gli amici e trovare la giusta carica per una nuova avventura.
Stay Tuned!
23 ott
Civitavecchia, 23 ottobre 2009
Un mare di frasi, proposte, le più sconnesse e legate solamente a sentito dire, a pareri di chi poi, quel posto l’aveva visitato solo perche era alla moda andarci.
Il viaggio per molti al giorno d’oggi è conformismo, illusione collettiva che trovarsi in un posto rinomato accresca il proprio appeal fra gli amici e colleghi di lavoro al ritorno dalle ferie.
Insomma solo per dire: “IO ci sono stato”, con l’io ben in evidenza.
Se poi tra la curiosità si arriva ad una domanda che va oltre il villaggio turistico, l’escursione guidata con mille altre persone, i percorsi preconfezionati sulla “cartolina” di questo o quel posto; beh allora si che se ne sentono delle belle.
Tra gli scaffali di una libreria cercavo qualche libro che trattasse il viaggio in maniera diversa, qualcosa che mi potesse dare uno spunto per le mie prossime tappe da qualche parte, in qualche luogo ancora non dato, non scritto, non vissuto.
Esperienze di qualche viaggiatore, magari ”backpacker”, che potesse trasferirmi la voglia di scoprire un punto nel globo ancora da me sconosciuto.
E cosi mi sono imbattuto quasi per caso in “Tales of Nowhere”, una raccolta di racconti che trattano il viaggio per episodi di vita che vanno oltre l’ovvio del monumento, palazzo, rovina, paesaggio di cui il mondo è pieno.

Library Garden – Istanbul ‘07
Schegge di vita, che raccontano “storie inaspettate da luoghi inaspettati”, piccoli episodi che cambiano il corso del viaggio rivelandosi, la vera scoperta, il vissuto di quel luogo che va oltre quello che le guide trattano, i punti da visitare delle mappe turistiche.
Quei piccoli grandi eventi che cambiano in corsa il viaggio, che lo deviano ne creano uno nuovo con ritmi e sapori diversi.
Neanche a metà libro e già mi sento appagato dalla scelta, e se prima iniziavo ad avere qualche idea più concreta ora il viaggio che verrà e ancora tutto da decidere.
Stay tuned!
14 ott
Malta, 14 ottobre 2009
Quando ci si ritrova nel bel mezzo della noia, difficile trovare ispirazione per scrivere qualcosa di sensato su un blog.
Forse, anzi è meglio aspettare almeno uno spunto per buttar giù due righe.
Ora che si naviga a vista, col vento in poppa verso l’ultimo approdo, quando sul calendario bisogna voltare solo l’ultima pagina, mi “frullano” in testa mille idee per impegnare il tempo per quando sarò con i piedi in terra.
Qui le novità non mancherebbero, se non fosse che oramai ho fatto il callo al turbinio di voci che rimbalzano tra le onde del mare; prendi un affermazione, dimezzane il contenuto ed infine dividilo per quattro.
Bene, forse ora siamo vicino alla realtà dei fatti, meglio aspettare che si calmino le acque, o meglio si fermino.

My ship cabin – OZ Style 09’!
Lasciamo perdere, bando alle ciance, ecco la prima idea:
“EUROPE ATTACK!”, brevi ma intensi viaggi in giro per le città del vecchio continente, due, tre giorni cercando di cogliere l’essenza di quello che vale la pena visitare, scoprire, insomma toccare con mano.
Per ora è solo un idea, ma direi che come antipasto ad un viaggio con tempi più ampi e dilatati non sia niente male …
Stay tuned!
Oblot time….

La Goulette, Tunis – October ‘09
26 set
Genova, 26 settembre 2009
C’è chi si trova per mare per una scelta di vita, chi per cambiare “aria” e dare un taglio col passato, chi per provare qualcosa di nuovo e chi, non in ultimo per questioni puramente economiche.
Andando per ordine e dando un occhiata hai posts precedenti di questo blog sono da sottolineare le molteplici opportunità di lavoro a bordo, e con esse va da se lo stile di vita che poi si può mantenere.
Tante volte tra le citate possibilità è un mix di esse ad essere il vero motivo, in altre ne spicca una più delle altre.
Come in tutti gli ambienti c’è chi ambisce a far carriera, chi si cimenta con i più disparati mezzi per mettersi in buona luce, ma anche chi rimane estraneo a tante logiche che poi cosi logiche alla fine non sono.
Per aumentare le variabili si deve aggiungere anche la motivazione che deriva da un mix di situazioni è gioca anch’essa un ruolo importante in questo, come in qualsiasi altra situzione di lavoro.
Per me in questo momento (ma anche abbastanza prima), la cosa ha toni un po’ diversi e trasversali tra le ipotesi citate.
Il buon guadagno raggiunto con il tempo e la possibilità di avere pause ampie tra un contratto e un altro; mi permettono di impiegare il molto tempo libero che si addensa tutto insieme in viaggi di diversi mesi che difficilmente si potrebbero fare con altri impieghi.

Driving Taxi – Cristobal, Panama ‘06
Una passione quindi che può essere coltivata in maniera estesa e soprattutto senza il fiato sul collo di giorni contati per il ritorno a lavoro.
Una vita che si fà a due ritmi diversi, tra i periodi a bordo e quelli a terra.
Tanti discorsi che si fanno qui, non m’interessano un granchè, commenti sul lavoro, su torti o ragioni di questo o di quello, di situazioni legate al gossip di bordo.
Meglio parlare d’altro nei momenti liberi, pensare a qualcosa di diverso come ad esempio un viaggio da iniziare a pianificare, vedersi un film o leggersi un buon libro, estraniarsi insomma.
Stride con il mio pensiero quindi, l’idea del lavoro sulle navi come una missione, come un obbiettivo, io la vedo piuttosto come un opportunità, cosa che purtroppo altre situazioni sulla terra ferma, almeno quelle con cui sono stato a contatto di recente non possono in questo momento dare.
Insomma, l’equilibrio ancora regge con una bilancia con l’ago vicino al centro.
Ma non bisogna guardare solo all’equilibrio, i pesi in gioco possono essere uguali sui due piatti, ma di qualità molto differenti tra loro.
Meno male ch’esiste il libero arbitrio …
13 set
Marsiglia, 13 settembre 2009

Signal – Onboard ‘09
La foto qui sopra non si riferisce alle cabine per l’ultima tornata elettorale, bensì è il cartello più assurdo che abbia mai visto per indicare le posizioni delle cabine equipaggio.
Per chi si trova la prima volta a bordo non è sicuramente d’aiuto, piuttosto forviante trovarsi davanti un cartello di questo tipo. E così è un po’ per tutte le cose a bordo,” bisogna farci il callo”.
Non sempre quello che si ritiene oggettivamente più ovvio e corretto ha la meglio.
Cosi che il buon senso e l’opera di diplomazia che si affronta ogni nuovo giorno può restare inutile.
E magari una situazione “un po’ così” si trasforma in maniera del tutto inaspettata in tutt’altra cosa. Meglio divagare quando si può, meglio cercare di essere con la testa altrove.
Un libro può aiutare, un film può servire, due chiacchiere al bar fanno piacere, ma le sensazioni che ti può dare un nuovo viaggio non hanno confronto.
E quando sembra già passato troppo tempo dall’ultimo è li che non è troppo distante il prossimo.
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