Logomaco's World
Il Viaggiatore Nostrano
Il Viaggiatore Nostrano
2 mag
Genova, 02 maggio 2010
Quasi non credevo ai miei occhi l’altro giorno quando davo una controllata alle visite sul mio sito.
La mancanza di nuovi articoli aveva giustamente allontanato quelle poche decine di persone che giornalmente capitano sul blog per leggere qualche “Logonovità”.
Un picco negativo culminato in quattro misere visite in una giornata, poco più in là un picco impossibile:
Milleseicentonove visite in una sola giornata!
Pareva impossibile, a meno che fossi saltato agli onori della cronaca per qualche gesto folle, o avessi colto l’interesse di qualche giornalista appassionato di blog strampalati da buttare in prima pagina di qualche web-giornale.
Ischia – Italy Apr ’10
Nulla di tutto questo, semplicemente analizzando i dati, (manco fossi uno di quegli improbabili personaggi che sfornano sondaggi senza senso ogni giorno), ho scoperto che la Cubomedusa aveva colpito ancora.
Un tragico attacco ad una bambina nelle calde acque del Queensland australiano, fortunatamente e miracolosamente rivelatosi non mortale, ha acceso la curiosità di molti internauti, sopratutto italiani ma anche inglesi ed americani alla ricerca di qualche info e sopratutto foto sulla temibile BoxJellyfish.
Google ha fatto il resto,
ed ecco spiegato l’incredibile numero di visitatori che in meno di tre giorni aveva raggiunto l’improbabile per il mio blog numero di 2700 visitatori!
Sunshine – Barcellona Apr. ’10
Neanche in sei mesi sarei riuscito ad avvicinarmi a questi numeri in una situazione diversa , il che lascia pensare.
Un blog come il mio di certo non punta ad avere migliaia di visite, ma semplicemente condividere esperienze, dare se possibile qualche informazione utile ed interessante a chi ha la bontà di visitarlo, lasciare insomma traccia di tutto quello che mi ruota attorno, tra il mare e la dimensione di “viaggiatore nostrano”.
Palermo – Italy Apr. ’10
Quindi meglio rimettersi al lavoro e cercare qualche cosa interessante da raccontare, senza dover scomodare la temibile Cubomedusa!
Stay Tuned!
25 apr
Genova, 25 aprile 2010
Quando l’ispirazione e diciamola tutta la voglia di scrivere qualcosa manca, meglio lasciar perdere ed aspettare che naturalmente ritorni …
Marlon Brando – The Godfather
E mentre Marlon Brando mi continua a fissare con aria poco rassicurante dal poster nella mia cabina, lascio spazio a qualche scatto per la rubrica:
“E guardo il mondo da un Oblot”
Isola di Montecristo – Marseille, April ’10
Tail Ship – Tirrenean Sea, April ’10
Sunshine – Naples, April ’10
Per i prossimi aggiornamenti …
Stay Tuned!
28 mar
Genova, 28 marzo 2010
Poco più di due ore, e ben quattro di viaggio.
Non è il massimo certo per per sentirsi veramente a casa.
Mondi che viaggiano a velocità diverse in universi paralleli.
La vita per mare e tutto il mondo che vi è attorno, vicini ma lontani.
La distanza da coprire non era molta, poco più di centocinquanta chilometri dal porto sino a casa e viceversa.
Una commissione da fare, con tutti gli imprevisti del caso, ma questa è un altra storia meglio lasciar perdere …
Il pranzo veloce in famiglia e qualche amico salutato e già sulla via del ritorno per cercare di evitare traffico e code.
E infine di nuovo a bordo.
Un pò come quando si viaggia e si arriva in un nuovo posto occorre del tempo ad ambientarsi, il ritorno a casa ha bisogno di suoi tempi per essere assimilato.
Già, quando si gira zaino in spalla dove è possibile si evita di prendere un aereo o un treno super veloce.
Meglio un bus, magari come quelli presi per costeggiare la East Cost Australiana nel 2008.
Bus – Buenos Aires ‘10
Un autostrada che parte a tre corsie da Sydney per poi trasformarsi praticamente in una strada di campagna nel Queensland.
Decine di incontri interessanti, discorsi, progetti da raccontarsi, la buona musica nell’iPod e sopratutto il panorama infinito che scorre fuori dal finestrino, lento, quasi a lasciarsi catturare completamente.
Ovvio che non si può sempre ”viaggiare a velocità ridotta” ma se uno ha la possibiltà di scegliere c’è poco da esitare.
Santa Teresa – Rio De Janeiro ‘10
In poche ore si vive in una “realtà virtuale” quasi intontiti in attesa di essere risucchiati nel vortice marino.
Tutt’altra cosa d’una visita a bordo, ci si saluta, si mangia una cosa insieme cercando (telefono di bordo permettendo) di divagare dal quotidiano .
Meglio limitare le “contaminazioni”, e vivere le emozioni a pieno una volta messi i piedi a terra per più di pochi giri d’orologio.
Se si vuole avere il sedere sempre in giro per il mondo questa è uno tassa minima da pagare, chissà quanti vorrebbero farlo ma non possono …
Altro che lamentarsi !
Questo è Logomaco’s World (TM) Il viaggiatore nostrano
Eheheheh
Stay Tuned!
14 mar
Genova 14/03/2010
Quando si entra in una routine è difficile trovare qualche spunto da postare sul blog.
Meglio lasciar correre gli eventi in attesa di qualche cosa interessante e degna di nota da riportare.
Forse l’aspetto più controverso della vita a bordo è proprio questo, perdere il “contatto reale” con l’esterno e calarsi in una dimensione parallela.
Un’ avventura che si ripete già da diverso tempo, programmi a lungo termine di questi tempi non c’è spazio per farne.
Un viaggio che rimane indefinito, una rotta ancora da scrivere, tra approdi & mari e poi di nuovo tra ostelli & paesi esotici, nuove esperienze intervallate da qualche sosta a casa, ma sempre con in testa il prossimo viaggio.
E cosi questa routine diventa quasi una ginnastica mentale per essere pronti a nuovi stimoli.
Quando ci si ferma un secondo ci si rende conto che non c’è tempo almeno per ora, il sud america lasciato troppo presto resta un boccone d’un piatto ancora tutto da gustare.
Fortunatamente c’è un buon ambiente a bordo, e il divertimento non manca, condizione essenziale per lasciar scorrere il tempo sul mare col vento in poppa.
Funchal – Madeira ’10
Alla fine dei conti non si può poi raccontare tutto sul blog …
Ehehehhe
Stay tuned!
21 feb
Barcellona, 21 febbraio 2010
Le onde scandiscono nuovamente le mie giornate.
Si ha l’impressione che tre mesi siano volati, e in poco si è già a pieni ritmi.
Un cambio all’ultimo, invece della Francia è una nuova nave da varare,
eccomi sulla “gemella” dell’ultima dove sono stato.
Santa Cruz – Tenerife ‘10
Ma l’importante non è tanto la nave in se per stesso,
piuttosto le persone che la vivono, che ci lavorano, che la animano.
Tanti persone già conosciute e qualche amico, ma molte altre ancora da “scoprire” e conoscere.
Milletrecento persone, tante storie, tante strade che si uniscono sul mare.
Più del lavoro, ancora lo stesso per il momento, sono i rapporti umani quelli che per i mesi a venire faranno la differenza.
Una nuova storia di cui iniziare a scrivere, un altra avventura sul mare, un capitolo prima di un altro,
di nuovo con lo zaino in spalla.
Stay tuned!
8 feb
Sabaudia, 07 febbraio 2010
E arrivato il momento di solcare nuovamente il mare.
Come in ciclo continuo si cambia rotta, dalle calde mete sudamericane al mar mediterraneo
e all’oceano atlantico.
L’altra faccia del mio viaggiare, sull’acqua dove il mio punto di vistà è un oblot sul mare.
San Blas – Panama ’05
Iniziano di nuovo le avventure di: “Logomaco il navigatore nostrano”
Stay Tuned!
24 gen
Sabaudia, 24 gennaio 2009
Con circa trenta gradi in meno fà un pò di rabbia raccontare quello che è successo fino a ieri.
Una lunga sosta in attesa di partire per Rio de Janeiro mi aspettava nell’aeroporto di Montevideo.
Undici ore passate praticamente insonni in attesa del primo volo che alle 6 del mattino mi avrebbe portato a Sao Paolo in Brasile.
Da li uno spostamento di circa un ora via bus per cambiare aeroporto e quindi finalmente volare a Rio.
Una settimana vissuta intensamente, in una città che difficilmente lascia indifferenti.
L’ostello “Cabana Copa” a Copacabana vicino la stazione del metrò Arcoverde è una scelta che si rivela azzeccatissima.
Grande Staff, bella gente, bar aperto sino alle 23, zona relax con divani e puff, chitarre, libri , pulito e cosa mai vista in un ostello letto rifatto ogni mattina !
Organizzare le giornate e le serate è facile con questa compagnia.
Copacabana spiaggia icona del Brasile, film, documentari mille foto ovunque ma a mio a viso un pò sopravvalutata.
La non lontana Ipanema risulta più interessante e intrigante, oltre i migliaia di turisti anche i giovani Carioca si riversano sulla sua spiaggia.
Una lunga distesa di sabbia fine, l’acqua di un verde chiaro e dalla temperatura perfetta.
Non si vedono molto quelle “sfaccettature”, quei corpi divenuti simbolo della bellezza brasileira, buona media ma lontana dagli standard proposti dalle pellicole cinematografiche.
In mezzo a quella natura lussureggiante su quel trenino sembrava di non essere in una metropoli, salendo verso l’alto squarci di panorami incredibili s’aprivano verso la città.
Trovarsi li su fra le nuvole, un tempo mutevole che se possibile rendeva ancor più affascinante la vista del Cristo Redentore del Corcovado.
Cristo Redentore, Corcovado – Rio de Janeiro ’10
Incredibile, una di quei luoghi che se si ha la fortuna nella vita non si può lasciar scappare di visitare.
Come l’esperienza unica di entrare nel tempio del calcio, uno stadio mitico quel Maracanà che la mia generazione ha conosciuto tramite le improbabili avventure di Oronzo Canà in quel di Rio.
Maracanà Stadium – Rio De Janeiro ’10
Una veste più a misura d’uomo quella che oggi l’ha portato a contenere “solamente” novantamila tifosi, in attesa d’ulteriore metamorfosi in vista dei futuri mondiali brasiliani.
Il Flamengo in svantaggio ed arrancando un pò alla fine con un 3 – 2 porta a casa i tre punti nel primo match del nuovo campionato.
Sugli spalti la torcida rosso nera è presente in buon numero a sostenenere ed incitare i propri giocatori, non più di 17000 in tutto lo stadio.
Ma al solo pensiero che in tempi oramai lontani sia riuscito a contenere ben 210000 persone fà venir la pelle d’oca.
Non molto lontano percorrendo il tragitto in bus l’imponente Sambodromo che tra circa un mese si riempirà di colore e musica nella festa più grande del globo: il Carnevale.
Tra pasti consumati tra “Salgado” e fantastici frullati di frutti tropicali nei chioschetti di Copacabana alternati a ottimi BBQ in ostello, si alternano le giornate.
Non c’è riposo nelle notti Carioca, se si vuole ogni sera è buona per trovarsi tra le Sambe dei Club e dei bar di Lapa, come fra le strade più trendy di Leblon, ogni angolo della città è un buon pretesto per fare le ore piccole.
Salire in cima al “Pan di Zucchero” , vedere da una prospettiva opposta la città avere di fronte il Cristo Redentore e tutto intorno la città che si illumina dopo il tramonto.
Pochi minuti ancora prima della tempesta, le nubi inghiottono il panorama dietro al Corvovado saette inquietanti attraversano il cielo, sembra il giudizio universale, un attimo da fermare in un quadro d’autore.
Un ora bloccati li su in cima, un vento imponente, anche questa rimane un esperienza unica …
E’ sempre una sensazione appagante quella di trovarsi nel solleone quando sull’altro emisfero si sà che l’inverno è in piena forza.
Qualche giorno di mare a Rio, è proprio quello che ci serve, vacanza pura cercando di dimenticare per un momento la vita che m’aspetterà di ritorno in europa.
Le ultime giornate per godersi appieno il viaggio, il centro città caotico è moderno, qualche edificio coloniale che si perde tra i moderni grattaceli.
Un caldo che lascia senza fiato, una Rio diversa da quella delle spiagge e dei quartieri a Sud tra Ipanema & Copacabana.
E li dove meno te l’aspetti la stazione del tram per Santa Teresa, quartiere fra le colline di Rio impossibile far a meno di visitarlo.
Vera “chicca” già da solo vale il prezzo di tutta la visita qui, alla cifra “stratosferica” di 60 centesimi di Reais ci si immerge in una Rio diversa.
Passando sopra “Arcos di Lapa” , in un attimo si è già tra le calme stradine di Santa Teresa, strade acciottolate, tranquilli scorci di case, colori e ritmi diversi dalla movida degl’altri quartieri della città.
Si sfiorano case, alberi, auto in sosta, il tram sembra non dimostrare la sua età arrancando fra le salite.
Tram, Santa Teresa – Rio De Janeiro ’10
Qualche temerario si appende sull’esterno mancando per un nulla ogni volta il contatto fatale.
Sono pochi, cosa ben diversa dal ricordo dell’incontro dell’immancabile Oronzo con Gigi & Andrea …
Fà molto caldo, tra i vicoli quando decido di scendere per scattare qualche foto, c’è poca gente in giro, il quartiere sembra abbastanza sicuro, infinito è il numero di soggetti, di angoli da catturare in qualche immagine.
Fantastica la vista sulla città che si apre di tanto in tanto, un punto di vista privilegiato, una oasi lontana ma vicinissima da tutto quello che la città produce attorno.
Una settimana intensa, un esperienza di viaggio fantastica.
Un viaggio molto diverso da quello preventivato, fatto di poche certezze e di molti posti da scoprire in maniera naturale e senza troppi “paletti” dettati da scadenze e ritmi già decisi in partenza.
Un cambiamento in corsa, anzi all’avvio, un viaggio più tradizionale nei luoghi, ma non nell’esperienza unica di viverlo in puro stile backpacker, incontrando decine di persone, ognuna con la sua storia, la sua avventura.
Dove il punto d’incontro è il viaggio e la voglia di sentirsi parte di una visione diversa, un angolo privilegiato, un punto di vista di chi cerca di conoscere i luoghi vivendoli, e condividendo le proprie esperienze con gli altri viaggiatori.
Racconti che sorseggiando una birra gelata al “Cabana Copa”, danno il vero senso a tutto il viaggio, bei momenti difficili da dimenticare per chi già vede il futuro ben altri tipi di viaggi per mare …
Ma dove finisce un avventura già si inizia a sognare la prossima, sempre zaino in spalla ovviamente.
19 gen
Rio de Janeiro, 18 gennaio 2010
Una lunga notte quella per attraversare il Rio della Plata per raggiungere l’Uruguay.
L’ultima bistecca in compagnia di Tolga, si fà un pò tardi, il tassinaro ci prova, cerca di gironzolare a vuoto.
Pronto il richiamo, e siamo finalmente dopo un doppio timbro sui passaporto sul traghetto.
Niente male, i sedili sono comodi, ci si dorme quasi decentemente cosa diversa per la velocità di crociera al quanto lenta.
A Colonia del Sacramento, c’è una gran ressa per i bus in direzione Montevideo, da lontano “saette” ben poco rassicuranti che si avvicinano.
Pochi minuti, ed è tempesta tropicale !
Un boato anticipa la pioggia e il forte vento, pochi secondi e tutti si serrano all’interno della stazione marittima.
Una buona mezzora e la natura fà vedere tutta la sua energia.
Si riesce a partire sul bus, i sedili sono praticamente dei letti si distendono quasi completamente e conciliano il sonno in piena notte.
Un flash, ed un rumore sordo degno di un ordigno nucleare, un fulmine acceca la vista anche con gli occhi chiusi, roba incredibile !
Punta del Este, letta e raccontata come il posto più IN di tutto il sudamerica, il “jet-set” Argentino, Uruguayano ma anche Brasileiro si ritrova tutto qui per il “Verano”.
Un centro fatto di ville veramente belle ed ordinate, un porto turistico carino ma nulla di più, il casino e qualche imponente Hotel.
L’estrema punta non ha spiagge ma è attornata da scogliere, il vento soffia teso e le navi (tra cui quella in cui ero stato pochi giorni prima a B.A.) non riescono a calare le tender a mare.
Ristorantini offrono menu a prezzi abbastanza elevati, polizia che discretamente è ovunque.
Le spiagge poco lontane dal centro sono di colore avana chiaro, la sabbia e fine ma non estremamente, l’acqua e un pelino fredda e con un colore verde chiaro.
Hand on Beach – Punta del Este ’10
Centinaia di condomini a venti piani si alternano a qualche villetta tra il lungomare e l’interno, l’architettura non è male ma di certo non pari alla Costa Azzurra.
La borghesia “Portena” da Buenos Aires si sposta tutta qui nelle seconde case, una folla di “pischelli” è ovunque come “Pariolini” d’oltreoceano scorazzano per le vie di “La Barra” in piena notte.
I locali sono carini nulla di più, i drink hanno i prezzi molto europei, i ragazzi pagano in dollari, lo stile nel vestire e ricercato ma non troppo.
Punta del Este – Uruguay ’10
L’ostello F&F è in una villetta in una traversa a qualche centinaio di metri dal mare, la nostra stanza non è male, il gruppo è ricomposto: Tolga, io, il belga e il Canadese.
C’è internet e il bar, la pulizia non è il massimo.
Per avere un locker per gli zaini occore pagare altri 5 $ US.
Una camera è ricavata in un garage, 6 letti i non più di di 8 metri quadri, tre ragazze svedesi che viaggiano all’estremo risparmio dormono su un materasso buttato li dietro al bar.
Direi di sicuro non il migliore ostello in cui sono stato negli ultimi tempi, se non fosse per la nostra camera sicuramente sarei andato altrove …
Sconsigliato, a meno che vogliate provare esperienze diverse, regalando soldi ai tipi che lo gestiscono …
Tirando le somme il mio giudizio non è negativo, ma piuttosto critico.
Il posto è alquanto sopravalutato, pieno di gente che non mi piace frequentare in Italia, figuriamoci in Sud America.
Penso che un solo giorno, invece dei tre fatti poteva bastare.
Basta pensare alla settimana che mi attende a Rio, sicuramente sarà tutt’altra musica!
Stay tuned!
12 gen
Punta del Este, 12 gennaio 2009
Tra qualche dubbio proseguono le giornate argentine.
La visita alla Boca quartiere popolare di Buenos Aires, è una tappa obbligata.
Maradona e il Boca Junior, un legame indissolubile, la “Bombonera” il luogo per consacrarlo.
Uno stadio che ti impressiona, non tanto per l’imponenza ma piuttosto dal punto di vista che ti dona.
A pochi centimetri dal rettangolo verde, dev’è essere uno spettacolo seguire le gesta degl’idoli locali.
Ma di sicuro tutto quello che gli è stato costruito intorno e alquanto eccessivo.
Un museo all’interno dello stadio con trofei, maglie, foto, ma anche le ciabatte usate da uno degl’idoli locali.
Una visita dello stadio che arriva al redicolo: “Quella che vedete di fronte a voi è la cabina di ripresa della televisione; quello è il terrazzo da dove segue le partite Maradona ”
Il quartiere con le case dai colori accesi in contrasto, i ballerini di tango che si esibiscono tra le vie acciottolate, gli immancabili negozi di souvenir.
House – La Boca ’10
Una cartolina bella è pronta per i turisti che accorrono a frotte.
Al “Terrazas Estoril” si fanno belle conoscenze, gli scambi di idee e pareri per le prossime future tappe e un buon motivo per sorseggiare qualche “quilmes” ghiacciata insieme.
Il mercato di San Telmo è una piacevole tappa, sulla piazza poco più avanti gli immancabili ballerini di tango sono sommersi da fotografie.
Tango Dancers – Buenos Aires ’10
La compagnia è piacevole, un ragazzo ed una tedeschi, un Turco ed un italiano …
Con Tenga, il turco ci mettiamo d’accordo per proseguire insieme il dopo Buenos Aires.
Qualche click, ricerche varie sulla rete, l’itinerario a grandi linee e pronto.
Sotto un solleone, le lunghe camminate intorno alle città proseguono, la “Recoleta”e i suoi caffè rinomati, il cimitero monumentale, dove le spoglie di Evita Peron riposano insieme a tanti altri personaggi del passato, cappelle che sembrano sfidarsi, dimensioni da mausoleo, forme austere, altre vere e proprie opere d’arte.
Le zanzare carnivore azzannano le povere caviglie della strana coppia Turco-Italiana, il repellente tanto agoniato trovato in un market di “Palermo” è una salvezza.
L’ennesima cena a base di carne, ottima direi in uno tanti prestenti nella movida di “Palermo”, il “Rave”, è sicuramente da consigliare.
Intanto dall’altra parte della strada uno scippo, il tipo ruba una borsa e scappa, la polizia arriva dopo una decina di minuti scrive qualcosa e va via.
Uhm … non positiva la cosa direi.
Ci siamo, fatto quadrare le date e gli spostamenti.
Prossima tappa Uruguay, Punta del Este.
Stay tuned!
8 gen
Buenos Aires, 08 gennaio 2010
Tutto in un momento,
Sono appena al secondo giorno a Buenos Aires e già ne sono successe di cose …
Partenza col botto, partito da casa con il dovuto margine di tempo, la temibile “Pontina” ha fatto il resto.
Classico incolonnamento all’ingresso di Roma dovuto ad un incidente, niente di grave, c’è ne di tempo prima del volo.
Incolonnati in un “balletto” tra prima e folle, frizione e freno.
Intanto sulla corsia opposta, una “passeggiatrice” cammina attirando lo sgardo di pressochè
la totalità degli automobilisti in coda.
Si cammina a singhiozzo, e forse l’idea di trovarmi di li a poco in Argentina con trenta gradi in più, distoglie il mio pensiero dalla guida.
Frizione? No freno, un secondo e sono alla stratosferica velocità di 5 km/h sul paraurti del tipo che mi precede.
Vabbè nulla di che, neanche un graffio, ma il tipo cercava danni improbabili e sopratutto invisibili …
Salito sul primo volo per Madrid, mi accorgo di avere un fortunatissimo posto assegnato: 17 A, sarà destino.
La cosa simpatica che una signora aveva assegnato lo stesso sedile…
Poco male mi sposto, vista parete divisoria ma vicino all’uscita, non si può mai sapere.
Lontano anni luce dal servizio d’eccellenza della Emirates, l’Air Europa ha un trattamento quantomeno essenziale, le cuffie per sentire un film ? 3 Euro, selezione limitata, e solo in lingua inglese o spagnola.
Finalmente Buenos Aires!
Fà caldo ma non insopportabile all’arrivo, l’ostello centralissimo in Avenida de Mayo
si rileva un ottima scelta.
Molto pulito, salottini confortevoli, accesso wi-fi gratuito, bar aperto H24 e un terrazzo fantastico con tanto di amache in dotazione.
Terrazzas Estoril – Buenos Aires ’10
Nel primo sguardo al centro della città, ne rimango piacevolmente colpito dallo stile tipicamente europeo.
Fa caldo, ma non troppo, ottimo direi.
Qualche foto alla Casa Rosada, all’Obelisco e alla zona del porto turistico, una visita agli amici su una nave di passaggio.
Casa Rosada – Buenos Aires ’10
La sera si parte alla scoperta di Palermo, Barrio con una movida notturna niente male, bar e ristoranti che si animano col passare delle ore.
Una buona cena a base di Carne Argentina, un sorso di vino, ed è il momento di disconnettersi per un pò.
Le due della notte in Argentina, le sei in Italia …
Ricaricate le energie il lento risveglio è scosso da una chiamata si possibile, ma alquanto improbabile sino a quel momento.
Fine gennaio nuova partenza: lavoro.
Si sconvolgono i piani, da una pianficazione giorno per giorno si passa a dover organizzare i prossimi giorni per riuscire a incastrare luoghi in tappe in tempi non più indefiniti come prima.
I piani cambiano, ma di certo non è da farne un dramma.
Per tutte le novità e le info …
Stay tuned!
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