Logomaco's World
Il Viaggiatore Nostrano
Il Viaggiatore Nostrano
6 nov
Oceano Atlantico, 06 novembre 2008
Quanto corre in fretta il tempo,
sembrava ieri che in quel lontano 2 giugno 2004 mettevo per la prima volta piede su una nave da crociera come crew member.
I lungi periodi a bordo, le tante difficoltà iniziali, la scoperta di mille posti nuovi ma visti prima.

La prima campagna caraibica, le divise e la tuta da lavoro, e pensare che appena due settimane prima ero ancora seduto dietro una scrivania a cento metri da casa.
Cosi sono passate le stagioni, le feste comandate e l’estati lunghe vissute a casa da ad oziare per poi ripartire in autunno.
L’avventura australiana di quest’anno e il ritorno sul mare.
Si perde la concezione del tempo, si sospende la vita normale per poi riprenderla con dei buchi temporali che invece di sei mesi sembrano di dieci anni.
Gli amici veri che restano, e questa è una gran bella cosa, gli altri che forse è meglio non vedere cosi spesso.
Quasi quaranta mesi sul mare, che su poco più che cinquanta fanno un eternità sulle “balene d’acciaio”.
Giusto, ogni tanto fermarsi a pensare e capire quale sarà il prossimo passo sulla terra ferma.
La terra dei canguri si riavvicina.
Stay tuned!
30 ott
Tunisi, 30 ottobre 2008
Ci sono voluti trent’anni per calcare il mio primo palco, devo dire che è stata un esperienza strana, nuova, che ti confonde e un poco anche ti affascina.
Il cocktail del Comandante è un rito molto bello da vivere per i passeggeri ma un pò di meno per noi altri.
Oggi la novità, il brindisi si terrà direttamente nel teatro (davanti a 1200 persone).
Ora a parte un ipotesi da saltinbanco o giullare, non mi sarei mai visto a dover salire un palco in vita mia.
Tutti quei fari addosso, la gente davanti a te che a malapena si riesce a vedere con tutto quell’abbaglio.

Ok è stata solo una “sfilata”, per il resto è il comandante che fa gli onori di casa, ma comunque lascia il suo effetto la cosa.
E li giù a pensare, ma loro i nostri passeggeri possono capire almeno minimamente cos’è la vita di bordo?
Forse l’apparenza inganna, e a pensare un poco mi viene in mente Pirandello.
La vita per noi tutti i giorni è diversa, più complessa da quello che può apparire in pochi minuti in un palco di un teatro.
Certo è importante lasciare un bel ricordo ai passeggeri, ma forse sarò strano io, pensando, vorrei quasi sussurargli in un orecchio lo specchio delle nostre giornate.
Fuori dal palco, c’ è altro, difficile da carpire per chi per pochi giorni cerca di dimenticare il lavoro e i pensieri di casa per godersi una crociera.
Ovvio neanche necessario, ma a volte il mio pensiero si sofferma sull’idea di noi che possono avere i nostri passeggeri in crociera.
E’ difficile vedere i lati negativi del lavoro sulle navi, ed ancora più difficile farli capire o scriverli in un blog…
Finche la bilancia tende al positivo ok , altrimenti ….
Ora mentre scrivo sono già con il pensiero avanti: il crew party in tema Halloween di stasera mi aspetta!
22 ott
Capita a tutti quelli che sono passati sulle navi, per viverci una parte della loro esistenza più o meno lunga di trovarsi all’interno di quel grande teatro pirandelliano che è la vita di bordo.
Nessuno ne rimane indifferente, comunque l’esperienza di bordo porta delle conseguenze.
La cosa che a distanza di anni, ancora mi colpisce è la difficoltà di trovare persone che non vengano pervase da quel sentimento di falsità che molte volte a bordo ti si incolla addosso.
E’ bene puntualizzare, di brave persone c’è sono, ma non poi cosi tante.
Il “gioco” di bordo si svolge tra il lavoro e il privato, il momento di libertà e quello insieme agl’altri sempre con gli stessi “giocatori”.
Il time out c’è solo quando si esce dalla “balena di ferro” .
Mettere i piedi a terra può essere una delle poche salvezze, si può scegliere con chi uscire e il posto, sperando sempre di non trovare anche a terra gente della nave.
Si apprezzano di più quelle cose semplici che vengono a mancare sul mare.
Così poi può succedere che una semplice chiacchera con una ragazza o un caffè con questo o quel “giocatore” diventino materia per infiniti gossip costruiti su fantasmagorici castelli di carte ….
All’opposto se si vuole star tranquilli qualche sera nella propria cabina, magari leggendo un buon libro o rigenerandosi con una robusta dormita ecco che spunta il sospetto.
Come se si nascondesse qualcosa o qualcuno ….
Rimango senza parole…
Pazientemente come un abile diplomatico, bisogna cercare di tessere rapporti buoni il quanto più possibile con tutti.
Essere continuamente a contatto sempre con le stesse persone, richiede nervi saldi è molte volte l’accettazione di compromessi per una tranquilla vita a bordo.
Si potrebbe aprire un ampio capitolo sulle scalate professionali, ai meriti più o meno oggettivi, ai colpi bassi, ma meglio tralasciare …. non vi voglio di certo annoiare.
A bordo però si trovano anche grandi amicizie, persone uniche con cui dividere parte del percorso.
Chi riesce a risolevarti, e ridare energia al tuo motore.
Cosi la “rotta” appare più lineare il mare meno agitato.
Facendo dei bilanci, poi ci si chiede:
Sono maggiori i motivi per restare sul mare o quelli che ti spingono con i piedi sulla terra ferma?
…. Australia i’ll be back soon !
Stay Tuned!
3 ott
Barcellona, 03 ottobre 2008
E’ passata velocemente la licenza della scorsa settimana.
A differenza delle comuni ferie qui ha un sapore molto diverso, sulle navi non si lavora soltanto ma ci si vive pure.
Quindi in realta’ non si ha soltanto un distacco dall’ambiente lavorativo ma anche da tutto quello che ruota attorno al quotidiano.
Praticamente si vive in una sospensione, un apnea, in una sola settimana infatti non è possibile trovare una dimensione completa fuori dalla nave.
Se si aggiunge per di più che questa volta sono stato anche tre giorni all’Elba per il matrimonio di un carissimo amico, la sensazione di “smarrimento” viene ulteriormente accentuata.
Sembrava che lunedi’ scorso dovesse capitare tutto nella mattinata, ogni minuto “perso” sulla nave sapendo che si va in licenza pesa come un macigno sulla schiena …
Decido quindi di cambiarmi e indossare abiti civili, e con la mia solita “faccia da schiaffi” saluto il direttore e i miei colleghi e mi fiondo fuori dalla balena di metallo senza troppi rimorsi.
Continuano le “grane” di giornata, un doganiere mi ferma e mi dice la solita frase di rito: “Qualcosa da dichiarare?”
Io penso di essere l’unico a non sbarcare neanche un pacchetto di sigarette …. insiste, fa anche una battuta alquanto fuori luogo.
La mia risposta?
“Se vuole le apro tutto non ho problemi!”
Il tipo con una faccia “delusa” allora mi lascia andare ….
Prossimo passo e’ riuscire a prendere un taxi per la stazione: ma perche ci provano sempre tutti?
Voglio dire se c’è una tariffa fissa Porto-Nave perchè tirano fuori tariffe iperboliche?
Alla fine un Tassinaro che accetta per fortuna la tariffa ufficiale lo trovo … e finalmente arrivo in stazione, e in alcune ore a casa.
Arrivato a casa nei giorni seguenti riesco a fare due brevi apparizioni in spiaggia, la temperatura non e’ elevata ma piuttosto piacevole, è quasi deserto e si apprezza il silenzio che sulle navi è impossibile percepire, il rumore delle onde è l’unico che si sente.
Iniziano i preparativi per la partenza verso l’Isola D’Elba, siamo veramente in tanti che ci muoveremo.
Si parte a scaglioni, e dato il numero soggiorneremo in alberghi diversi: al Ciccio va molto male stara’ in camera con me, il mio ronfo è conosciuto in tutto il mondo!
Il venerdi’ sera avremmo voluto organizzare qualcosa tutti insieme, ma la stanchezza e le distanze (l’isola e’ abbastanza estesa) non ci ha permesso di farlo.
In compenso il sottoscritto a Porto Ferraio quella sera ha preso una gran bella influenza di cui i postumi ancora tardano ad abbandonarmi …
Finalmente arriva il sabato, il matrimonio è in un orario insolito: le tre del pomeriggio, quindi la sveglia e’ molto ritardata.
Questa e’ una delle rare occasioni di vedersi con tutti gli amici vestiti di tutto punto, anche chi di solito veste molto casual….

La chiesa in stile barocco è molto bella, la sposa emozionata, qualche amico sbaglia chiesa e si stupisce perche’ non ci sia nessuno ….
Roll & Cri fanno il grande passo, un artiglieria pesante di riso gli piomba addosso, noi gli amici ovviamente i piu’ infami !
La location per il ricevimento è spettacolare, una villa ottocentesca sul mare, l’aperitivo tarda a partire, si sa bisogna aspettare gli sposi ….
Io quel parmigiano di certo non me lo faccio scappare, e poi si sa che la sua morte sara’ con lo spumante!
Rolls ci vuole bene, ci mette in tavolo di Singles con le amiche di Cri…. grande!
Chi tiene banco? Ovviamente il sottoscritto, che con risultati altalenanti tiene le redini della discussione.
In un tripudio di vino finisce il ricevimento, gli sposi salutano i parenti e ha inizio
“la fase B”.
In pochi minuti ci si cambia, gli abiti sono quelli di tutti i giorni, li sotto a quel bar in riva alla spiaggia gli strumenti sono già pronti, la festa ha inizio.
Rolls non si stacca dalla chitarra e dal microfono, con lui si alternano in molti, e chi non è in grado di suonare (vedi il sottoscritto) si produce in balli scatenati.
Giornata Fantastica!
Il ritorno a bordo stavolta lascia proprio l’amaro in bocca.
19 set
Barcellona, 19 settembre 2008
Bello improvvisare, a volte basta poco per vivere dei momenti intensi, indimendicabili.
Splendeva un caldo sole settembrino ieri a Palma de Mallorca, un autunno lontano da venire in questa vera perla del mediterraneo.
Un messaggio inviato, ed subito mi incontro con due amici della nave, uno argentino che ti da sempre la carica Jorge e Pacha Bielorusso atipico; entrambi artisti del carrozzone che solca il mediterraneo.
Una spesa mirata: gamberoni, salsa tartara, baquette, cola, red8ull, ghiaccio e of course zio Jack!
La spiaggia non molto distante, il cammino è piacevole, l’aria si fà piacevolmente meno afosa.
Quella scogliera, la spiaggetta di ciottoli quasi nessuno al tramonto…
Favolosa l’idea dei gamberoni, la loro morte è in quella salsa peccato che in men che non si dica vengano divorati.
Zio Jack, è quel incontro ancora mai provato con la red8ull, la vodka ne dovrebbe esser gelosa…
A pochi metri da noi due ragazze Brasilere, enjoy!
Suona Ivete Sangalo, si sa chi viene da quelle terra ha il ballo nel sangue …
La nave sembra lontana diecimila miglia, ci voleva proprio una serata cosi.

Oggi già si guarda avanti, lunedì si và a casa per una settimana.
Il tempo di prendere fiato per poi un altra apnea di altri quasi tre mesi,
Sabaudia sto arrivando!
14 set
Genova, 14 settembre 2008
La durata di un “imbarco” dovrebbe essere di sei mesi per il tipo di contratto che,mi lega con questa compagnia.
Molti però pensano bene di trovare una seconda casa a bordo, cosi rimangono a vivere sull’acqua anche per piu di un anno di seguito …(non è uno scherzo c’è gente che lo fa veramente!)
Io massimo il primo contratto mi sono spinto ad 8 mesi e mezzo (intervallati però da 3 settimane a casa),
poi ho sempre adempiuto al minimo richiesto, sei mesi appunto.
Ora, quindi prendendo una persona ed estraneandola dalla comune routine di terra, che viva in Europa, Asia , America non cambia di molto, la grande differenza a cui si trova davanti a bordo.
Tutti a casa dopo il lavoro staccano la spina, vanno altrove, non sono costretti come in una vita militare a vedere sempre le stesse persone anche dopo l’orario di lavoro …
Qui bisogna invece curarsi sempre di non compiere azioni che vadano contro le “standard procedure”.

Esempio, si deve vestire in una certa maniera anche nelle zone equipaggio, vietate le fly flop, obbligatorio indossare sempre il “badge” con il proprio nome e mansione a bordo, non si è totalmente “liberi” di vestirsi come si vorrebbe.
Non è una vita militare, questo no, ma qualcosa che in certi casi la ricorda da vicino.
Quindi ovvio che gli stati d’animo che si susseguono durante i mesi cambino e non sempre si riesce ad essere totalmente se stessi.
Molti si nascondono dietro “maschere” che sono il loro ruolo a bordo, abitudini totalmente diverse da una giornata tipo sulla terra ferma.
In un trama degna della migliore “Soap Opera”, si tessono fili di relazioni al limite dell’incredibile, ogni momento è buono per fare gossip o commentare e sparlare di qualcuno.
La mia esperienza mi porta, come per un condensatore a riempiermi sempre più fino ad arrivare ad un punto, dove divento meno tollerante di situazioni oggettivamente fastidiose o che richidano una risposta od un’azione non proprio accomodante.
Attenzione, non voglio dire che inizio a menar le mani, o gridare contro tutto e tutti.
Questo no, piuttosto iniziare ad agire e parlare con meno “filtri” quindi più direttamente …
Non è quindi facile vivere qui, piuttosto non tutti riescono a stare in un ambiente dove non sempre si riesce ad avere un rapporto con le persone propriamente vero e genuino.
Ecco adesso, anche se “solo” dopo tre mesi inizia questa fase per me, salvezza mia sarà la licenza della prossima settimana per il matrimonio di un carissimo amico.
Staccare per un pò mi farà recuperare certamente un pò, e poi gennaio non è cosi lontano ….
Australia i will come back soon !
Stay tuned!
1 set
Napoli, 1 settembre 2008
Ma tutta questa gente che lavora è vive sulla nave dove mai dormira?
Un piccolo esercito di poco più di mille persone ha bisogno di un giaciglio dove poter ricararsi dalle fatiche della giornata.
E’ come in un ambiente militare ci sono “cabine” di ogni forma e dimensione
(le camere per chi non lo sapesse si chiamano cosi sulle navi), a seconda del ruolo di bordo viene assegnata la propria.
Si parte dalla gente che fa i lavori più faticosi e meno appaganti, quelli che devono lucidare, pulire, trasportare i bagagli, chi carica le provviste a bordo …
A loro viene assegnata qualche volta addirittura una cabina con due letti a castello e un solo bagno …
Difficile sfiancarsi tutto il giorno (o per chi lavora tutta notte ) e tornare in cabina e magari dover fare la fila per una doccia.
C’è da dire che cmq che le navi moderne offrono abbastanza comfort anche per loro.
La tv satellitare non manca, le coperte, le lenzuola e gli asciugamani cambiati ogni settimana.
Anche sapone e detersivo vengono passati gratuitamente …
Ma appunto stare in poco meno di 15 mq in quattro risulta complesso …

Salendo di “ruolo”( ovviamente a pari dignità referita alle persone) si trovano cabine con tre letti, uno basso ed uno a castello. A parte il fortunato che dorme in un letto “normale” rimangono i problemi di convivenza che possono nascere da caratteri diversi che convivono in pochi metri quadrati.
Si passa poi a cabine con un letto a castello, queste sono la stragrande maggioranza sulle navi di nuova costruzione. Più spazio personale in genere tre cassetti è una scrivania in sharing (peraltro presente anche nelle altre tipologie..) Un armadio seppur piccolino solo per se, quindi più facilità ad arrangiarsi in due.
Quindi si arriva alle cabine dei fortunati con letto ad una piazza e mezzo, singola è con oblot
(ricordate la mia rubrica?
)
Una scrivania tutta per se, un bagno sempre libero ed un armadio degno di questo nome.
Alcuni neanche si devono preoccupare di rifare la cabina, ci sono le “cabiniste” che ogni giorni ti fanno ritrovare tutto in ordine …
Insomma non ti fanno mancar nulla, tanti poi cercano di condividerla con qualcun’altra …
La solitudine è una brutta bestia!
Ma non finisce qui, ai ponti alti della nave, i vari “Deus Ex” hanno le loro dimore.
Dei veri e propri piccoli appartamenti, con zona giorno e notte, salottino e vista panoramica sul mare.
Nel caso del Comandante e del Direttore di Macchine, anche un vero è proprio tavolo in un suggiorno con televisore LCD, balcone e una riposteria grande quanto le altre cabine poc’anzi citate …
E’ poi una grande scrivania, degna di un amministratore delegato di una grande azienda.
Ma per arrivare a questo punto se ne deve fare di gavetta …
Riassumendo, tante volte risulta più divertente vivere ai piani bassi tipo nelle cabine a 4/3/2 che magari sono dislocate in un ponte sotto il livello del mare quindi senza oblot, che dover stare sempre soli in una cabina che potrebbe contenere molte più persone magari in un party ad hoc ….
La vita da nave non è per tutti, bisogna saper convivere per tanti mesi, e questo non si può dir facile per nessuno.
Per saperne di più …
Stay tuned!
26 ago
Palermo, 26 agosto 2008
Partiamo da un punto fermo: dimenticatevi “Love Boat” e i suoi personaggi.
A bordo di una moderna nave da crociera i ruoli e le posizioni assomigliano più ad una piccola città che altro.
Essenzialmente i dipartmenti in cui è ripartita sono tre:
Hotel:
A capo di questo dipartimento c’è l’ “Hotel Director” una versione più complessa di un direttore di albergo
Attorno a lui i capi dei più disparati settori: “Food&Beverage” con a scendere, “Personale di Sala”& Bar; “Sanitation”, Accounting, “IT”, “Housekeeping”, Shop, Beauty Saloon, Animation etc …
Engine:
il responsabile tecnico in capo della nave è il “Chief Engineer” tutto quello che rigarda motori, aria condizionata, macchinari di cucine & bar, piscine & jacuzzi, luci, produzione di acqua potabile … dipende da lui.
Coadiuvado da un vice lo “Staff Engineer” e da uno stuolo di “ufficiali” che supervisionano l’operato di tutti i macchinari di bordo dal basso verso l’alto e da prora a poppa …
Insomma il deus ex di bordo 

Bridge:
Lasciate perdere capitan Xindus il “Master in commander” ha ben altro a cui pensare, portare a spasso 4/5 mila persone tra passeggeri ed equipaggio non è un gioco da ragazzi…
Anche lui assistito da un vice lo “Staff Captain”, ruolo di direzione amministrativa un pò sindaco un pò prefetto di bordo.
Attorno ad essi gli ufficiali addetti alla navigazione, coloro che guardano il mare tutto il giorno (o il porto durante le soste
)
E per non fare la fine di Leonardo di Caprio in Titanic, è presente un “Safety Officer” che supervisiona tutti gli apparati di sicurezza di bordo ..
Ma con un ambiente cosi complesso non sempre tutto fila liscio … 
Stay Tuned!
17 ago
Genova, 17 agosto 2008
Per molti quello che succede nel backstage di una nave da crociera rimarrà per sempre un mistero, e sopratutto una cosa di scarso interesse.
Ma per quei pochi a cui potesse interessare vorrei iniziare a descrivere in grandi linee come si vive a bordo di una nave di 300 metri con altri mille e più crew member e tremila passeggeri a crociera.
I Contratti e le ferie:
A seconda della mansione svolta a bordo si viene reclutati da diverse agenzie, gli ufficiali di bordo invece vengono direttamente gestiti dalla compagnia Armatrice.
I contratti sono di sei mesi, ma è comune pratica per molti prolungarli. Alla fine di ogni contratto si viene liquidati e quindi una volta a terra si contatta la compagnia per accordarsi per il successivo imbarco.
In media il periodo di vacanza a casa e di due mesi, ma ad esempio nel mio caso, proprio perche non vi è una regola scritta vera e propria riesco in media ad protrarlo sino a 4 mesi.

Nell’ultime vacanze ho pensato bene quindi di trascorrere due mesi in Australia, dotato di WHV quindi sono partito alla volta di Sydney per poi esplorare fino a Cape Tribulation la costa est dell’OZ.
Se avvessi avuto un altro tipo di lavoro, come quasi la totalità delle persone sulla terra, di certo non avrei potuto dedicare tutto questo tempo e sopratutto tutto insieme ad un viaggio di questo natura.
C’è però da sottolineare che nel periodo in cui si è a casa non si percepisce reddito, a meno che raggiungendo un predeterminato periodo di mesi sulle nave si ottenga la disoccupazione dallo stato italiano.
Importante dire, che a meno che si facciano errori gravi e comportamenti fuori dalle regole, la chiamata per i successivi contratti è assicurata.
Quindi l’eventualità di non venire più chiamati risulta veramente rara, anche perche tutte le compagnie crocieristiche hanno in cantiere nuove navi in costruzione, il mercato è in grande espansione, questo è dovuto principalmente al contemporaneo abbassamento del prezzo dei biglietti per una crociera, anche se poi i passeggeri dovranno far conto a bordo delle spese extra non comprese nel biglietto.
Alla fine di un contratto per ogni membro d’equipaggio viene stilata una vera e propria pagellina: “Note Caratteristiche” che servirà all’ufficio equipaggio a capire le doti ed i difetti per l’eventuale avanzamento di carriera del crew member.
Quindi fare una buona impressione sul capo dipartimento a bordo risulta essere una carta vincente per avanzare nella carriera di bordo.
Da sottolineare che comunque per ruoli tecnici chiave come gli ufficiali del ponte di comando e della sala macchina, requisito iniziale essenziale risulta essere il diploma nautico poi seguito da due esami presso le capitanerie di porto in due step, al raggiungimento di un minimo periodo a bordo su qualsiasi tipologia di nave.
Il superamento di tale esame non è affatto scontato e diverse persone, lo ripetono diverse volte prima dell’ottenimento dell’agoniato titolo.
Per chi invece come me risulta rientrare nella categoria dei “commissari” il requisito è il titolo di scuola media secondaria, eventuali esperienze lavorative con “skills” richieste a bordo, poi fanno la vera differenza per essere scelti nella selva di domande che pervengono a tutte le compagnie.
Ad esempio per gli artisti di bordo e i ballerini, il CV gioca un ruolo fondamentale, una scarsa qualità degli spettacoli di bordo equivarrebbe sicuramente a un feedback negativo da parte dei passeggeri e quindi sulla buona riuscita della crociera.
E stessa cosa ovviamente per cuochi, pasticceri, musicisti …
Ci sarebbero da dire moltissime altre cose per quanto riguarda i contratti e la suddivisione in dipartimenti della nave….
Magari in un futuro post cercherò di ritornare sull’argomento.
Quindi vi rimando al prossimo appuntamento con questa nuova rubrica, sperando crei interesse ai lettori di questo
Stay tuned!
Commenti recenti