Il Viaggiatore Nostrano
Oblot
NO STOP TO SURFING ON SEA
27 giu
Genova, 27 giugno 2010
Dopo circa un mese di sperimentazione di “cross – microblogging” tra Tweeter, il blog e Facebook,
torno a scrivere qualche riga in più dei compressi 140 caratteri di un TWEET.
In un tira & molla ancora non ben decifrato mi trovo in apnea nel mar mediterraneo.
Pare che non ci sarà molto tempo per rosolarsi al sole sulla spiaggia di casa e passare serate piacevoli in famiglia o con gli amici.
Un opportunità da non perdere, pare mi porterà a saltare da una nave ad un altra in breve lasso di tempo, per affrontare una nuova avventura sul mare.
Un cambio di posizione che spero possa dare nuovi stimoli a questa lunga avventura per i mari, che iniziò nel 2004, quasi per gioco e che dura tutt’oggi.
Pronto a vivere a bordo con un punto di vista diverso, un oblot tutto nuovo da scoprire, sperando di non rimanere con l’amaro in bocca.
Isola di Gorgona – June ’10 Italy
Quindi per ora non è previsto a breve nessun viaggio “backpacker style” ma solo rimandato di qualche mese giusto il tempo perchè l’estate australe torni a far capolino ….
Stay tuned!
CREW LIFE – ONLY OBLOT
25 apr
Genova, 25 aprile 2010
Quando l’ispirazione e diciamola tutta la voglia di scrivere qualcosa manca, meglio lasciar perdere ed aspettare che naturalmente ritorni …
Marlon Brando – The Godfather
E mentre Marlon Brando mi continua a fissare con aria poco rassicurante dal poster nella mia cabina, lascio spazio a qualche scatto per la rubrica:
“E guardo il mondo da un Oblot”
Isola di Montecristo – Marseille, April ’10
Tail Ship – Tirrenean Sea, April ’10
Sunshine – Naples, April ’10
Per i prossimi aggiornamenti …
Stay Tuned!
NO WAVES ON SEA
14 mar
Genova 14/03/2010
Quando si entra in una routine è difficile trovare qualche spunto da postare sul blog.
Meglio lasciar correre gli eventi in attesa di qualche cosa interessante e degna di nota da riportare.
Forse l’aspetto più controverso della vita a bordo è proprio questo, perdere il “contatto reale” con l’esterno e calarsi in una dimensione parallela.
Un’ avventura che si ripete già da diverso tempo, programmi a lungo termine di questi tempi non c’è spazio per farne.
Un viaggio che rimane indefinito, una rotta ancora da scrivere, tra approdi & mari e poi di nuovo tra ostelli & paesi esotici, nuove esperienze intervallate da qualche sosta a casa, ma sempre con in testa il prossimo viaggio.
E cosi questa routine diventa quasi una ginnastica mentale per essere pronti a nuovi stimoli.
Quando ci si ferma un secondo ci si rende conto che non c’è tempo almeno per ora, il sud america lasciato troppo presto resta un boccone d’un piatto ancora tutto da gustare.
Fortunatamente c’è un buon ambiente a bordo, e il divertimento non manca, condizione essenziale per lasciar scorrere il tempo sul mare col vento in poppa.
Funchal – Madeira ’10
Alla fine dei conti non si può poi raccontare tutto sul blog …
Ehehehhe
Stay tuned!
LIVE FROM SEA
21 feb
Barcellona, 21 febbraio 2010
Le onde scandiscono nuovamente le mie giornate.
Si ha l’impressione che tre mesi siano volati, e in poco si è già a pieni ritmi.
Un cambio all’ultimo, invece della Francia è una nuova nave da varare,
eccomi sulla “gemella” dell’ultima dove sono stato.
Santa Cruz – Tenerife ‘10
Ma l’importante non è tanto la nave in se per stesso,
piuttosto le persone che la vivono, che ci lavorano, che la animano.
Tanti persone già conosciute e qualche amico, ma molte altre ancora da “scoprire” e conoscere.
Milletrecento persone, tante storie, tante strade che si uniscono sul mare.
Più del lavoro, ancora lo stesso per il momento, sono i rapporti umani quelli che per i mesi a venire faranno la differenza.
Una nuova storia di cui iniziare a scrivere, un altra avventura sul mare, un capitolo prima di un altro,
di nuovo con lo zaino in spalla.
Stay tuned!
EUROPE ATTACK!
14 ott
Malta, 14 ottobre 2009
Quando ci si ritrova nel bel mezzo della noia, difficile trovare ispirazione per scrivere qualcosa di sensato su un blog.
Forse, anzi è meglio aspettare almeno uno spunto per buttar giù due righe.
Ora che si naviga a vista, col vento in poppa verso l’ultimo approdo, quando sul calendario bisogna voltare solo l’ultima pagina, mi “frullano” in testa mille idee per impegnare il tempo per quando sarò con i piedi in terra.
Qui le novità non mancherebbero, se non fosse che oramai ho fatto il callo al turbinio di voci che rimbalzano tra le onde del mare; prendi un affermazione, dimezzane il contenuto ed infine dividilo per quattro.
Bene, forse ora siamo vicino alla realtà dei fatti, meglio aspettare che si calmino le acque, o meglio si fermino.

My ship cabin – OZ Style 09’!
Lasciamo perdere, bando alle ciance, ecco la prima idea:
“EUROPE ATTACK!”, brevi ma intensi viaggi in giro per le città del vecchio continente, due, tre giorni cercando di cogliere l’essenza di quello che vale la pena visitare, scoprire, insomma toccare con mano.
Per ora è solo un idea, ma direi che come antipasto ad un viaggio con tempi più ampi e dilatati non sia niente male …
Stay tuned!
Oblot time….

La Goulette, Tunis – October ‘09
CREW LIFE – POINT OF VIEW
22 ago
Genova, 22 agosto 2009
Dipende,
non è sempre uguale l’ottica con cui guardiamo il mondo.
Con la stessa mente, l’approccio visivo ai luoghi può essere diversissimo.
A volte trovarsi nel centro di una città, sentirne i rumori, gli odori, percepire il suo battito da vicino non vuol dire per forza viverla.
Come in acquario, dalla cabina puoi osservare, scrutare, ma non riesci a toccare con mano oltre il vetro.
Allora nasce la rubrica dell’Oblot, quei momenti catturati attraverso di esso.
Dai panorami suggestivi, alle banchine anonime di chissà quale porto, ai tramonti sul mediterraneo.
Ma non sempre è cosi, fuori dalla nave in quelle poche ore di libera uscita, si cerca di scoprire
i luoghi toccati molte volte ed non ancora vissuti.
Cercare di catturare qualche aspetto, sfumatura che possa rimanere impressa nella mente; più di una foto.
Un immagine che possa farti ricordare, per poi raccontare.
Agli antipodi della viaggio zaino in spalla, quello disorganizzato ed indipendente, ma alla ricerca delle stesse sensazioni; quelle che solo il viaggio in se ti può dare.

Sunshine – Mediterranean Sea, 22 august ‘09
CREW LIFE – CORRENTE CONTINUA
12 ago
La valletta, 12 agosto 2009
In un flusso simile a quello del mare, che cambia si d’intensità ma che mai si placa, in cui tutto scorre come un’unica corrente, continua e mai alternata;
la vita di bordo è cosi, fatta di lavoro quotidiano intervallato da momenti che mai si possono definire realmente di vita privata.
In un continuo movimento passano i giorni, le settimane e i mesi.
Le serate con amici anche se divertenti sono sempre vissute tra le paratie di metallo che circondano la nave.
I momenti di svago sono condizionati dall’ambiente circostante, ben definito e delineato.
L’opposto dei mesi passati a casa, l’inverso che viaggiare zaino in spalla per scoprire qualche nuovo luogo, in una ricerca di cultura, esperienze, avventure ed incontri che solo il viaggio da “backpacker” riesce a regalarti.
Intensi momenti vengono vissuti qui a bordo, gioie & dispiaceri, passioni & e noia infinita.

Sunshine – Caribbean Sea ‘06
Tutto come se un filo nascosto ti sia sempre legato addosso, quello che ti trattiene il tuo tempo e che lo assorbe appieno, sempre delineato in una cornice stabilita in un mare immenso.
L’intensità della vita sulle navi è diversa da molte altre, che si vivono sulla terra ferma.
Un momento di pausa, può essere interrotto dal lavoro, anche se fuori orario bisogna dare il proprio contributo.
Le emergenze e fuori programma, sono una costante, essere partecipi un dovere.
La settimana fatta di quei cinque giorni di lavoro, il venerdì sera vissuto più intensamente del sabato, lontani ricordi.
Ritmi diversi, che trovano appagamento nelle loro pause.
Pochi, anzi pochissimi impieghi danno la possibilità di stare dei mesi interi senza essere forza lavoro.
Ecco il vero vantaggio per me di quest’esperienza.
Quella lancia che ti porta a terra, e ti cambia la corrente, i ritmi di nuovo alternati e la libertà di scegliere dove, quando e cosa fare; tutto mosso da onde mai uguali une dall’altre.
Le persone che ti stanno attorno; sulle navi non si scelgono, ma si trovano.
I bei ricordi e quelli meno, vengono delimitati, chissà se avrei mai incontrato tutte queste persone in qualche altro posto.
Gente con cui lavori, mangi, ridi, ti scontri e vivi, sono sempre intorno a te, che ti piaccia o no.
Abili doti da diplomatico in un equilibrio sempre precario, nuotando per cercare la corrente giusta con tutti o quasi.
Quella condizione che tante volte ti ferma la lingua, e ti fa ragionare più a lungo, quella emozione vissuta a metà.
In una costante positiva, cercare di essere se stessi, non lasciandosi cambiare ma vivere adattandosi alle situazioni e non subendole, sfruttando l’esperienze.
L’onda va cavalcata, affrontata, e a volte dominata.
Oblot time!

Genova, 07 agosto ’09
FREE SPIRIT
3 ago
Barcellona, 03 agosto 2009
In certi momenti si desidererebbe essere altrove, magari non è il posto ma chi ti è attorno che fa la differenza.
Cosi può risultare del tutto normale macinare miglia su miglia, passare da un porto ad un altro di giorno in giorno.
La dimensione, quella non fisica delle navi intendiamoci è del tutto particolare.
Si viaggia ma in realtà si è immobili.
Il luogo di lavoro è nello stesso momento il tuo tempo libero, il tuo alloggio, e quant’altro.
Difficile quindi “disconnettersi” veramente una volta terminato il lavoro, scegliere di rimanere nel bar dell’equipaggio con amici o farsi un giro nelle aree dedicate ai passeggeri a poco serve.
Comunque si è sempre in un ambiente finito, gli hobbies e le passioni, non tutto riesce a trovar posto sul mare.
Ma poi pensando ai lunghi periodi di pausa una volta scesi, e il tornaconto a fine mese si riesce a darsi il giusto motivo di esser qui …
Bello è poi iniziare a pensare al prossimo viaggio, la nuova avventura da iniziare a programmare.
Tante le idee al momento, quindi ancora prematuro fare delle anticipazioni.
Unica certezza nella mente; luoghi caldi, difficile pensare di passare un inverno a casa …
Un passaporto da rinnovare a breve, e la voglia di trovarci presto marchiati nuovi timbri di posti esotici.
Alla velocità di ventitre nodi avanza la nave, non riesce a star dietro al pensiero, alla voglia di ripartire per un nuovo viaggio ancora da scrivere.
Per la rubrica dell’Oblot

Sunshine – Genova 01 August ‘09

Marseille – 02 August ‘09
CREW LIFE – FAQ
25 lug
Genova, 25 luglio 2009
Normalmente quando una persona è interessata alla vita sulle navi da crociera le sue domande coincidono a quelle di molti altri.
Tra luoghi comuni, e ipotesi “romanzesche” spesso si dimentica di chiedere di aspetti di certo non secondari in questo tipo di vita-lavoro.
In tutti i post “crew life” ho cercato di descrivere vari aspetti di questa esperienza.
Ma forse è il momento di fare un piccolo riassunto tra le righe con un elenco di risposte alle domande più comuni.
- “Che bello, lavori sulle navi da crociera sei sempre in vacanza!”
Indubbiamente la domanda/affermazione più frequente …
R Beh, non proprio, di sicuro non si viene pagati per oziare al sole tutto il giorno. A seconda della posizione ricoperta a bordo la giornata lavorativa è più o meno densa d’impegni. Avere la fortuna di essere un “artista”, il quale si esibisce limitatamente nel corso della crociera è cosa da pochi. I più spendono la maggior parte del tempo nel ventre della nave.
- “Viaggi in giro per il mondo, ma quanti posti hai visitato?”
R Se per visitare s’intende mettere piede in terra straniera siamo d’accordo. Se invece si vuol dire visitare chiese, monumenti, parchi, città, spiagge etc. per molte persone che lavorano a bordo siamo ben lontani dalla realtà. Spesso i turni di lavoro non concedono molte ore di risposo tutte da spendere insieme. Questo comporta molte volte l’impossibilità di arrivare in un posto di particolare attrazione in un porto. Esempio: per arrivare alle Piramidi ed alla Sfinge da Alessandria d’Egitto occorrono molte ore di viaggio. Tempo che in molti non possono trovare per dedicarsi ad un escursione cosi lunga.
- “Sulle navi si guadagna molto?”
R Non proprio, la gradazione del salario a bordo è molto vasta. Come se si andasse a lavorare in una grande multinazionale. Il personale delle pulizie di certo , non hanno un tornaconto paragonabile a quella di un Comandante.
Nel mezzo a seconda dei ruoli, si percepisce il proprio stipendio che non obbligatoriamente è commisurato ai titolo di studio in possesso o alle esperienze regresse sulla terra ferma … Piuttosto alla mansione svolta a bordo, e all’importanza ad essa data dalla compagnia armatrice.
- “Ma una volta finito il lavoro uno si può divertire liberamente in giro per la nave?”
R Luogo comune più frequente …. No, anzi in pochi possono permettersi di girare nelle aree destinate ai passeggeri. Gli ufficiali ad esempio devono indossare sempre la divisa d’ordinanza e mantenere un comportamento consono al ruolo e comunque dando sempre la precedenza ai passeggeri per tutti i servizi di bordo. Gli animatori ad esempio, possono farlo solo durante il proprio lavoro (che comunque per sua natura si svolge sempre nelle suddette zone).
Tutto il personale della cucina, camerieri, tappezzieri, elettricisti, carpentieri etc., non ha la possibilità di girare liberamente per queste zone salvo ad esempio per cambiare una lampadina …

Marseille – July ’09
- “Ma per quanto tempo si deve stare a bordo? Quanto durano i contratti?”
R Dipende, sia dal ruolo che dalle compagnie. In media dai 4 ai 6 mesi. Lo stipendio si percepisce solo durante la permanenza a bordo, in pochi casi si ha un tornaconto anche durante il periodo a casa. Salvo agevolazioni statali (es. disoccupazione.).
Al termine del contratto si a tutti gli effetti disoccupati, comunque tramite un sistema
di rotazione, database personale, si rimante in attesa del nuovo impiego. Difficile trovarsi a terra in un settore come questo che nonostante la crisi non ha subito perdite se pur in rallentamento …
- “Ma in quanti si lavora su una nave?”
R Sia essa piccola o grande in una nave si lavora sempre in tanti. In media in un rapporto 1 a 3. Una nave che può ospitare 3000 passeggeri avrà quindi circa ben 1000 membri d’equipaggio. Distribuiti per dipartimenti, sempre in proporzione alla mole della nave.
- “Sicuro non spendi nulla quando sei li vero?”
R Odio questa domanda, nulla di più falso. A parte il mangiare e il bere e il letto assicurato. Dall’igiene personale, al caffè al bar sono spese fuori da ciò che viene garantito dalle compagnie. Un uscita fuori con taxi, ristorante, e souvenir può scucirti svariate decine di euro (se non di più …). Le ricariche al telefonino fanno la gioia dei gestori telefonici …
E poi una volta che si torna a casa si fa i conti con gli arretrati pagati in anticipo dai famigliari (assicurazione auto, bollette etc etc …)
- “Ma come ti mantieni in contatto con la terra ferma?”
R Di certo non con il codice morse … Internet via satellite è uno strumento tanto utile e desiderato quando caro da utilizzare. A bordo non c’è la concorrenza agguerrita che si può vedere a terra, ergo le tariffe sono quelle punto è basta. Viva Dio che esistono “hot spot” free in giro per negozi e stazioni marittime e qualche inesperto navigatore che non ha protetto la rete di casa propria
- “Che bello conoscerai persone di ogni parte del mondo vero?”
R Già, questo è proprio vero e forse la cosa più bella dal mio punto di vista che succede sulle navi. Anche se in un ambiente asettico e privo di molti stimoli, a bordo si lavora e vive a contatto con persone dai quattro angoli del mondo. Esperienza davvero unica.
- “Dove posso far domanda per lavorarci ?”
R In primis su internet, sui siti delle compagnie e delle agenzie accreditate (e solo quelle) per il “recruitment” del personale. Anche contattando telefonicamente le stesse società e chiedendo il numero di fax dove poter girare il proprio C.V.
- “Ma cosa serve per poter lavorare a bordo?”
R Bella domanda, dipende dal ruolo ovviamente. Dai titoli per ufficiali per macchina e coperta, alla semplice buona volontà per i lavori più semplici ma di certo non privi di impiego di forze e impegno. Requisiti minimi quindi: maggiore età, passaporto o libretto di navigazione, fedina penale pulita e conoscenza della lingua inglese; lingua ufficiale a bordo di tutte le compagnie.
Tante altre domande si potrebbero qui citare, magari tramite vostri commenti al post si possono trovare altri interessanti spunti. Quindi a chi fosse interessato invito a girare qualche domanda a riguardo.
Comunque non mancheranno altri post dedicati alla vita di bordo.
Sperando di aver tolto qualche dubbio vi lascio alla rubrica dell’oblot.

Genova sunshine – 25 luglio ’09




















































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