Magnetic Island, 19 maggio 2008

Il tempo è volato per raggiungere Townsville tra lo scrivere il post delle Whit, parlare con il mio “mate” svizzero e buona musica suonata da quella grandiosa invenzione che è l’iPod.

C’è poco tempo, all’arrivo del bus, bisogna affrettarsi per prendere l’aliscafo per “Maggie” come viene affettuosamente chiamata dai suoi abitanti Magnetic Island.

In una mezz’ora scarsa siamo a “Nelly Bay”, fa molto caldo siamo in pieno tropico del capricorno.

Prendo un bus per il “Base x” che mi ospiterà per i prossimi tre giorni; anche qui non posso sottrarmi alla descrizione del nostro simpatico “driver”: bello paffutello sulla sessantina porta degli short con rigorosi calzini lunghi, una camicia bianca ma con un colletto in stile “hawaiano”.

Siamo in molti backpackers che erano ovviamente anche sul bus fino a Townsville, si iniziano a prendere senza un apparente senso logico tutte le strade, in una strana gincana tra simpatici villini immersi nel verde più rigoglioso.

Qualcuno nel giardino ha messo una piccola barchetta con tanto di remi in un mare di fiori, in un altro un finto cigno fa mostra di se in un minuscolo stagno.

Si vedono in giro molte “moke” piccole jeep scoperte e senza portiere tipiche per gli spostamenti sulle isole tropicali; anche a Sabaudia che non è ai tropici se ne trova qualcuna, anzi c’è qualche d’uno che ha pensato bene di usare quelle macchinine per il golf per girare tra la città il mare … bhà !

Inizio a capire perche il driver facesse quello strano giro, uno ad uno dei bambini con tanto di divisa della loro scuola gli si avvicinano e gli indicano la loro casa; avete capito bene a parte le fermate prestabilite si ferma ad ogni casa dei piccoli scolari.

Sembra ricordarsi di tutti, una bambina sembra sgridarlo quando la vorrebbe lasciare alla casa subito di seguito …

Passiamo davanti al piccolo deposito dei bus, e che fa il grand’uomo?

Scende, arriva alla sua motocicletta poco distante apre il bauletto si prende un bel libro e torna a bordo…

Storie cosi, per Roma, Milano non se ne vedranno mai, tutto qui è a misura d’uomo, l’aria è molto serena; direi un gran posto per viverci al primo impatto.

Si arriva al “Base” il complesso è molto bello, direttamente situato sul mare su di una scogliera di grossi massi di granito, la spiaggia li davanti è di color oro, con una “grana” piuttosto grossa, si trovano pezzi di molti coralli; anche qui siamo nel bel mezzo del “mar dei coralli”…..

Poco distante dalla zona d’ingresso che funge anche da pub per la sera, una fantastica terrazza sul mare, a seguire una piscina e di fronte qualche amaca per rilassarsi.

C’è la cucina che è abbastanza positiva, invece per la lavanderia i prezzi sono cari 4$ per lavare ed altrettanti per asciugare, i bagni sono ok.

L’intero complesso è formato da “chalet” dall’aspetto esteriore molto carini, all’interno c’è il ventilatore e l’aria condizionata, ma grossa pecca quattro letti a castello in uno spazio molto piccolo.

Ci vuole pazienza per muoversi in più di uno all’interno ed al mattino si sentono molti rumori, il pavimento di legno amplifica anche il passaggio di una formica ….

Nonostante questo lato molto negativo il posto è molto bello, quindi mi sento di consigliarlo.

All’ora di cena, una di quelle scene che si vedono spesso negli ostelli in OZ:

Cucinare la pasta lo sappiamo noi italiani non è difficile, ma per gli stranieri sembra una maledizione;

ma perche mai mettere la pasta in poca acqua, ovviamente che ancora non bolle senza sale …

e lasciarla “cucinare” se cosi si può dire per lunghe mezz’ore, alla fine il tocco finale la passata di pomodoro direttamente sulla pasta !

No comment!

La sera, qui c’è sempre un dj con la musica l’età media qui si aggira sulla ventina …

io mi avvio per una breve passeggiata al chiaro di luna per la spiaggia.

Sabato mattina, sveglia con calma, colazione e un po’ di relax in spiaggia sotto al sole che già picchia forte.

Per pranzo decido di fare una passeggiata nella vicina “Picnic Bay”, a piedi ci vogliono una quindicina di minuti.

Anche qui case molto carine totalmente immerse nel verde, nel centro c’è un molo che da direttamente su Townsville distante poche miglia.

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Berth on “Picnic Bay” – Magnetic Island

Avvicinandomi a qualche agenzia immobiliare vedo che i prezzi per le case più piccole partono da 300 mila dollari, quindi con poco più della metà otterrete il prezzo in euro ….

Insomma mica troppo, per essere su un isola tropicale !

Mi siedo su una panchina, e l’ iPod è sempre li a sfoderare il meglio di se ….

Noto un piccolo bar/ristorante, entro ed ordino una gelata “Victoria Bitter” l’equivalente della nostra “Peroni”, e mi avvento su un delizioso “Fish & Chips”.

Intanto qualche “Ciurlo” passeggia tranquillamente poco distante da me.

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Ciurlo Bird at “Picnic Bay” – Magnetic Island

Rifocillato a dovere riparto verso il “Base”, sbaglio strada, ma è un piacevole sbaglio.

Un bel “Bush walk” mi porta in una decina di minuti su un picco che domina “l’angolo” dell’isola che si affaccia sulla terra ferma.

Si gode una splendida vista, sia di “Picnic Bay” che di “Nelly Bay”, scatto doverose foto …

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Peek Lookout – Magnetic Island

Vorrei avvistare qualche Koala ma niente da fare, nonostante qui sia pieno di piante di Eucalipto non ne se ne vista traccia durante la mia passeggiata, spero domani di riuscire a vedere qualcuno ..

La sera dopo cena, una birretta al bar dell’Ostello direttamente sul mare.

Come già detto gli avventori di quest’Ostello hanno un età media relativamente bassa, e quello che è più negativo sono quasi tutti molto “mosci” …

Vabbè forse sarà il clima di quest’isola, che tende a portare le persone al relax piuttosto che alla “caciara”.

Cmq per il rush finale che mi aspetta di seguito per questo viaggio verso nord questo è un toccasana, un “ripiglio” incredibile.

E’ il mattino di domenica, dopo un oretta mattutina passata in spiaggia tra una ragazza che scrive una cartolina (ma si usano ancora? Io l’ultima l’avrò mandata il millennio scorso …) ed un ragazzo che strimpella un motivetto con la chitarra, decido di fare una bella passeggiata sulla spiaggia fino a Nelly bay.

La marea si è già ritirata, qualche scoglio affiora a pel d’acqua, una signora sembra godersela tutta la passeggiata col suo cane a guinzaglio.

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“Nelly Bay” – Magnetic Island

In una ventina di minuti arrivo al nuovo porto turistico, orrende ville a schiera multipiano deturpano l’armonia dell’isola; poco più avanti attraccati in un porto canale diversi yacht e qualche barca a vela.

Arrivo sino al market di fronte il molo dei traghetti, compro un po’ di beveraggi per il viaggio del giorno dopo, il “pischello” alla cassa è un poco “sbadatello” e si dimentica di darmi il resto:

“Sveglia!”, “Oh i’m sorry”

No problem, take’n easy !

Durante la via del ritorno mi fermo da un panettiere, con gran gioia scopro che prepara anche ottimi panini, prendo un bello “sfilatino” e lo carico a più non posso.

Ottimo, e ovviamente meglio di “Subway” …

Riprendo la via della spiaggia anche per il ritorno, molti teenagers hanno scoperto che è quasi l’una e si potevano svegliare, son li tutti in spiaggia …. E che fanno dormono anche li!

È il momento di usufruire dell’ora di nolo gratuita di un canoa …

Un tipo che sembra il cugino dei cantante dei “Korn” mi da le varie dritte: “Non passare sul reef ci sono gli scogli affioranti, passa a minimo 25 metri da quelli che fanno sub, e okkio non andar oltre …. Li ci sono gli Squali!”

Beh, chiaro che non mi passa manco per l’anticamera del cervello andare sino a li …. Mica son matto!

C’ è una bella corrente che tira in direzione nord-est, io pagaio in controcorrente per raggiungere la spiaggia lontana qualche centinaio di metri e proprio sotto al picco del giorno prima.

Sono da solo su di una canoa per 2, il mio fisico da “lanciatore di coriandoli” non aiuta, sono costretto a ripetute correzioni la mia canoa tende la prua sempre verso la corrente.

Dopo uno sforzo sovraumano, raggiungo la tanto agoniata spiaggia, mi stendo sulla riva e recupero le forze …

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Beach close “Base x” – Magnetic Island

Due tipi sulla cinquantina si fanno una bella passeggiata “naturista” … insomma “se la fanno pija a bene”.

Dopo qualche minuto riprendo la via del mare, stavolta con la corrente a favore, non mi sforzo troppo la canoa va da sola, mi limito solo a controllare la rotta ….

Torno in spiaggia, e faccio un tuffo in un acqua veramente perfetta, ma standomene tranquillamente vicino la riva … la pericolosa “cubo-medusa” è in agguato !

È quindi l’ora di internet e della chiamata a casa, oramai sono un re delle connessioni a pagamento & tempo.

Con il wi-fi sfrutto il mio laptop al meglio, parto già con tutte le maschere dei vari programmi aperte e salvo tutte le pagine che mi interessano per leggere poi con più calma …. 😉

Il resto del pomeriggio passa con tranquillità, d’altronde come tutto il soggiorno sull’isola …

Quando ero li appisolato in stanza, arriva una roommate che mi avverte: bbq a 10$ si può mangiare tutto quello che si riesce in tre ore ….

Un invito a nozze per me !

Ricordo i bei tempi quando con i miei amici Dieghella e Ciccio, allora in grande “forma” facevamo le gare a chi mangiasse più tramezzini …

Mi do da fare, anche se il menù non è poi cosi appetibile; all’ennesimo piatto quasi esplodo e per la gioia dei tipi dell’Ostello mi fermo …

Conosco un ragazzo svizzero, che mi dice che c’è anche un altro italiano qui, mi indica chi è, e dato il nome mi produco in un bell’urlo: “Ivanooooo” alla modi “Verdone”.

Anche lui è in viaggio verso nord, è di vicino Torino, si è fatto il “mazzo” per qualche mese a Sydney ed ora se la stà godendo …

Dopo qualche chiacchiera, stacco la spina; questo posto è soporifero e poi domani mi aspetta il viaggio fino a Cairns …

Vi rimando quindi alle giornate di avventura ed adrenalina che mi aspettano !

Stay Tuned !