Airlie Beach, 15 maggio 2008

Benvenuti in Paradiso,

sembrava essere il sottotitolo al primo impatto con le Withsundays.

Lunedì,

Dopo una nottata passata in bus per il viaggio da Hervey bay a Airlie, l’arrivo nel primo pomeriggio a destinazione.

Il driver sembrava essere una guida turistica quando sulla strada panoramica col microfono a richiamato l’attenzione per farci osservare il grande colpo d’occhio: ”uno, due , tre ecco a voi le whitsundays !”

Meravigliose dall’alto, avrei voluto scendere dal bus per scattare qualche foto….

L’ostello dove ho alloggiato prima della partenza ed al ritorno dalla crociera è il “Koala Resort”,

situato all’inizio del corso principale di Airlie Beach.

Anche qui devo dire che sono capitato proprio bene; una serie di bungalow con relativa piscina,

spazio per il campeggio, bar, ovviamente anche cucina, lavanderia e più importante di tutte deposito bagagli per i giorni di crociera.

Il bungalow è molto carino, tre letti a castello un angolo con lavello e frigo, c’è il ventilatore, condizionatore e la tv; tutto in un ambiente molto spazioso e il bagno è degno di tale nome …

Dopo aver preparato lo zaino piccolo per l’indomani, una cena veloce, volevo fare un giro per pub la sera, ma il sonno ha preso il sopravvento.

Finalmente martedì ,

sveglia alla buon ora, alle otto e trenta ci si incontra alla marina di airlie per la partenza.

Siamo in 25 di cui conto solo otto maschi …. E vai !

Arriva il “crew”, il capitano è un tipico Ozzie sulla trentina capello biondo ossigenato in carne quanto basta, il primo ufficiale un mattacchione anche lui biondo ossigenato ma con pochi più capelli di me,

davvero un personaggio ed infine la cuoca, una biondissima californiana veramente niente male …

Da li a poco ci si imbarca, la nostra barca è “The Card” uno yacht classificato categoria maxi che ha ottenuto il 5° posto nella regata attorno al mondo in barca a vela nel 1989 la famosa Volvo Race. La barca è nota anche per essere arrivata al traguardo della infausta edizione Sydney – Hobart del 1998 indenne.

Bene siamo su una botte di ferro !

La partenza è a motore ma dopo poche miglia, il comandate decide, è l’ora di spiegare le vele!

Il primo ufficiale promuove tutti a crew members … (beh per me in realtà sarebbe una regressione …)

Chi per innalzare le vele, chi nel ruolo di grinder ….

Ok io sono in quest’ultimo gruppo nonostante non i grandi muscoli.

In pochi minuti, le vele sono spiegate e “cazzate” il vento è di bolina, il motore si spegne ed inizia l’avventura!

Il rumore delle onde che si infrangono sulla prua, il sole che si alterna a qualche nuvola, le foto di rito alla barca …

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The Sails of “The Card”

Abbiamo un problema l’impianto stereo non ne vuole sapere, ma dopo una mezz’ora il first officer compie un degno lavoro, ora abbiamo la musica!

Si sfoderano gli iPod, la colonna sonora della crociera?

Pink Floyd, U2, Pearl Jam, Beatles, Bob Marley ….

Sentire “Black” al tramonto delle Whitsundays non ha prezzo, “Wish you were Here” al chiaro di luna …

e “Roxanne” al mattino e la crociera si chiude con “November Rain” ; Great !

Quanti complimenti che ho ricevuto per il mio iPod ! 😉

Si fa subito conoscenza, le nazionalità presenti:

Israele, Inghilterra, Galles, Austria, Francia, Canada e solo io ad mantenere in alto la bandiera italiana.

Da subito vengo preso in simpatica, il mio nome se lo ricordano tutti, io invece non me ne ricordo neanche uno :-S

Arriviamo alla prima tappa della mattinata, distribuite maschere e boccagli siamo pronti per lo snorkeling,

il tender ci porta a poche decine di metri da dove siamo ancorati.

Il primo ufficiale, quel simpaticone ci spiega i vari segni da osservare: un pugno in aria “vienimi a prendere”,

“sbracciarsi” ovviamente ”aiutoooo”, e un cerchio con il braccio con la mano destra che tocca la testa “tutto ok”, e tralasciamo gli altri non proprio convenzionali …

Perfetto, siamo pronti ci si tuffa in acqua!

Non ci sono aggettivi per descrivere la varietà di pesci e coralli che abitano in questi reef.

Da pesci arcobaleno o pappagallo, a pesci zebrati a grandi pescioni piatti, al getto di qualche mollica di pane in acqua ne accorrono a centinaia, ci passano attorno non hanno paura.

Si “sguazza” alla grande per una mezz’oretta, per fortuna nessuno squalo ci ha fatto visita. J

Partiamo per una altra tappa, un incantevole isolotto con una striscia di sabbia che si estende per circa 500 metri, li se avremo fortuna potremo avvistare qualche tartaruga.

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Beach at Whitsundays

Portiamo con noi un pallone, ne potrebbe nascere una sfida alla “Marrakech Express”, quel buon Dio manda una bella scarica di pioggia, niente da fare.

Per fortuna sono riuscito almeno a fare qualche bella foto.

Si ritorna sulla barca, incredibile ! Siiiii !

Ecco li una splendida tartaruga che fa capolino a pel d’acqua, fantastica!

Le ore di sole per navigare rimangono poche, si và all’ormeggio in una baia non molto distante.

Un altro problema, la catena dell’ancora non ne vuol sapere rimane incastrata, con una grande dose di pazienza il capitano e il suo primo ufficiale risolvono la questione in un abbondante ora con molta fatica.

Finalmente la cena, la nostra cuoca devo dire che ci ha trattato veramente bene.

Porzioni abbondanti e menù niente male, per questa sera barbecue di pollo ed insalata.

Si fa scuro, il tramonto è fantastico, il sole che si scioglie in acqua con una cornice di natura intorno incredibile.

La serata passa tra qualche birra e molto buon’umore.

Sotto un cielo stellato meraviglioso si discorre dalle futilità ai “massimi sistemi”, lingua ufficiale ovviamentel’inglese nei vari “slang” noto con piacere che a parte qualche parola pronunciata

dai “rude boys” gallesi riesco a comprendere quasi tutto.

Una ragazza anche lei gallese ha studiato l’italiano per cinque anni, che dire, parla meglio di molti italiani ..

Le birre viaggiano che un piacere, le ore si fanno piccole ci si distende sottocoperta è ora

di chiudere gli occhi ed iniziare a sognare per l’indomani.

Gli scrosci di pioggia all’alba, ci svegliano ai primi raggi del sole, il mattacchione del primo uff. dorme in coperta (sotto le stelle) cono solo un telo impermeabile a dividerlo dall’acquazzone …. vero ozzie !

Dopo un abbondante colazione si salpa, destinazione della mattinata la più bella spiaggia dell’intero arcipelago di settantaquattro isole … “Whitehaven Beach” ancoriamo in una baia piena di altri velieri e barche, il sole è intenso e si fa sentire.

Il tender ci lascia su una piccola spiaggia, si inizia il percorso che ci porterà al più bel “lookout” delle Whitsunday, dopo una decina di minuti la foresta si apre su una rupe, da li la vista è incantevole.

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Whitehaven Beach Panorama

Gli occhi non vogliono distogliere la vista, il panorama col mare verde-blu che si incontra con forme irregolari di sabbia finissima, in un paesaggio che muta ogni giorno al ritmo delle maree.

Ora capisco cosa deve aver provato il Capitano Cook quando scopri queste isole.

È il momento più bello della crociera è per me forse il migliore di tutto l’intero viaggio nella terra dei canguri.

A malincuore si lascia il picco, scendiamo direttamente in spiaggia, “Whitehaven Beach” la più bella spiaggia che abbia mai visto, dopo essere stato in praticamente tutti gli approdi dei caraibi, aver visto le migliori località marine del mediterraneo …. forse azzardando del intero globo.

Dio ha usato tutta la sua verve creativa per le Whitsunday, non ha risparmiato su nessun ingrediente,

a differenza di alti luoghi non servono “ritocchi” alle foto per allestire cataloghi patinati.

La perfezione di madre natura è qui !

Un gran bagno nel oceano pacifico scosso da qualche onda, i piedi emettono uno strano rumore al contatto con la finissima sabbia di un grigio chiaro.

Ma dove si mette in “pausa” questi minuti vorrei non finissero mai.

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Whitheven Beach – Whitsunday Island

Purtroppo è l’ora di ripartire, ci rifocilliamo a bordo, e si naviga verso un’altra seduta di snorkeling.

Il posto è bello ma il reef non è al pari di quello del giorno precedente.

Si armano le vele si parte alla volta di “South Molle Island”, il vento è teso con solo l’albero principale spiegato la barca si inclina verso dritta, il suo carattere da purosangue del mare si sente vibrare nelle vele.

Arriviamo alla meta, il tender ci lascia sul molo dell’isola, il comandate ci ha dato una grande notizia potremo usare tutte le “facility” del resort: campi da golf, tennis, piscina & idromassaggio e le docce…

Ci si divide in gruppetti, niente sport per me, oggi “chill out” e come si fa a rinunciare all’idromassaggio insieme ad dieci ragazze; di solito non posto mie foto ma questa davvero merita un posto nel blog.

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Lucky Man  – South Molly Island

Dopo una gran doccia ci si prepara per la serata, bbq al pub dell’isola e serata movimentata …

Arriva il tramonto, il cielo si fa rosso fuoco al contatto del mare l’isolotto sullo sfondo è da cartolina.

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Sunshine at South Molle Island – Whitsundays

Ci sono anche i ragazzi che sono su altre barche, guarda caso tutte della stessa società, che possiede anche il resort dell’isola, ho detto tutto !

La cena è accompagnata da birra ghiacciata, si innalzano i boccali per i brindisi di rito; alla presentazione delle barche “The Card” ottiene un acclamazione “siamo i mejo !”

La cena non è degna dei pasti serviti a bordo, fa niente “enjoy” lo stesso .

Parte la musica è i vari giochini per invitare tutti a “drinkare” a go-go, si balla sui tavoli si scambia la maglietta per uno di questi, qualcuno si trova con un top super aderente, qualche ragazza con t-shirt che sembrano tende addosso…

Io mi accontento della polo del mio amico scozzese nominato a bordo “Tom Jones”,

balli scatenati e folleggiamenti vari …

Si fa tardi e si torna a bordo, continua l’atmosfera festaiola un “allegrotto” Comandante fa uno strano miscuglio tra chips chilli sauce e formaggio e lo butta in forno …

Alla faccia della buona dieta mediterranea !

Tutti sembrano gradire, tipico da fame “chimica”, qualche battuta fino al esaurimento delle energie …

Tutti a nanna o quasi, una ragazza ritorna a bordo al mattino seguente, si era “persa” da qualche parte non ben identificata del resort….

Si mollano gli ormeggi, si salpa verso l’ultima seduta di snorkeling, seguita da intense ore di rosolamento al sole in coperta del nostro “bolide dei mari”.

La musica in sotto fondo suona, il mare è calmo ed il cielo terso, enjoy our stay at Whitsundays!

Ultimo ricco pranzo a bordo, una carbonara al quanto condita ma buona per essere stata preparata da una biondissima californiana !

Si risale in coperta, si innalzano le vele, oggi armiamo anche l’albero di poppa, il vento è di bolina le vele si gonfiano, rotta verso Airlie Beach.

Qualche onda accompagna gli spruzzi sulla nostra prua, “The Card” “ruggisce” con un vento teso da

sud-ovest; immagine da regata tutti seduti sul lato “alto” un capitano fiero del suo ventiquattro metri di puro stile.

Con un vento benevolo sino a sotto costa raggiungiamo Airlie in poche ore.

Si conclude la crociera, con amarezza lasciamo alle spalle la “regina” delle Whitsunday,

via tender raggiungiamo il molo è finita la grande avventura.

Se vi consiglio una crociera alle Whitsundays?

Basta quello che ho scritto sin’ora ….

Torno al “Koala Resort” sono felicemente in stanza, con tre ragazze di cui una era con me in crociera.

Una super doccia ristabilisce un gran senso di piacere, spesa per i giorni seguenti che passerò

a “Magnetic Island”; quindi incontro con gli amici della crociera al “Morocco’s bar” per cena.

Non siamo proprio tutti, ma ci sono i migliori elementi ….

Dopo qualche drink ci si sposta al “Beaches” suona un duo batteria & voce e chitarra … It’s rock time !

Well done !

Ci si diverte ancora insieme, mille sorrisi soddisfatti dei giorni appena passati.

Incontro un ragazzo svizzero che ho conosciuto sul bus per Airlie anche lui ha appena concluso la crociera;

ed ora che sto scrivendo è qui accanto a me sul bus per “Townsville” sempre più piccola quest’Australia !

Ok, siamo alla frutta tutti, il bisogno di stendersi su un vero letto si fa sentire…

Che storie a bordo, le “cuccette” erano ok ma i bagni erano al quanto angusti;

degno dei migliori “bulgari” mi sono contorto per fare un abbozzo di doccia e non parliamo delle bizzarre posizioni per espletare altre funzioni …

Si spegne la luce, fine delle trasmissioni per oggi.

Il continuo è storia di adesso sul bus in direzione “Townsville”, per poi saltare sul ferry per “Magnetic Island”.

P.S. Queste “highway” Oz sembrano poco più che strade di campagna la “Bruce” che ora stiamo percorrendo ora assomiglia ad una delle tante “migliare” della mia zona …

Conclusioni finali,

beh dopo questo racconto, potrei pure chiudere il blog, avendo toccato l’apice dei sensi con la crociera …

ma per Vostra sfortuna o fortuna ci sentiamo al resoconto della prossima tappa !

Stay tuned!